Da velocista a tapascione? Vedremo...

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NicolaRossi1
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Re: Da velocista a tapascione? Vedremo...

Messaggio da NicolaRossi1 » mar 2 ott 2018, 13:18

Appena finito lungo lento (9km 5.48 media)

Ho provato a correre il più lento e accettabile possibile ed é uscito fuori quel tempo li.
Ho anche sperimentato per bene a che ritmo io riesca a correre a bocca chiusa. Sono riuscito a tenerla 2 intervalli da 10'. Il primo a 5'48 è il secondo a 5'42, quindi probabilmente mi stavo sopravvalutando un po' e probabilmente la scaletta é meno piatta di quel che pensassi. Il tempo ipotetico sui 10k comunque rimane molto scarso.
Proverò, da ora, a correre ai seguenti ritmi:
- Lento (5,40-5,45) 10km + 50/55"
- svelto (5'30) 10km +35/40"
- medio (5'15-5'20) 10Km +20/25"

Una delle cose che mi rimane da comprendere bene é quando incrementare questi ritmi senza fare dei test specifici.

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Re: Da velocista a tapascione? Vedremo...

Messaggio da lucaliffo » mar 2 ott 2018, 15:58

quando ti esce spontaneo a parità di sforzo-sensazione
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Ericradis
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Re: Da velocista a tapascione? Vedremo...

Messaggio da Ericradis » mar 2 ott 2018, 16:43

Ci condividi i casi fisioterapici?

NicolaRossi1
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Re: Da velocista a tapascione? Vedremo...

Messaggio da NicolaRossi1 » mer 3 ott 2018, 12:53

Ericradis ha scritto:
mar 2 ott 2018, 16:43
Ci condividi i casi fisioterapici?
Primo caso, donna 45aa ca. Neo runner, la classica mamma poco allenata che si inventa di voler preparare una 1/2 maratona.

Dopo il 15/09, giorno in cui aveva fatto il suo allenamento più lungo (18Km) le esce un dolore all'inguine che comunque rimane sotto-controllo.
Il dolore non passa e la paziente ci corre sopra riuscendo anche a fare la domenica successiva 16,5Km con dolore solo durante i primi 2Km e chiaramente dopo aver finito.

Io l'ho vista il 30-09 quindi 15gg dopo l'esordio del sintomo. Il dolore non sembrava di natura muscolare perchè tutti i test di forza degli adduttori non riuscivano ad evocarle il sintomo, ma appena appoggiava il piede a terra sentiva subito il suo dolore.
Qui le ipotesi di patologiche sono essenzialmente 4:
- Lesione muscolare --> L'ho esclusa perchè ad attivare gli adduttori non aveva sintomi
- Pubalgia -->Esclusa per lo stesso motivo della lesione muscolare
- Dolore articolare all'anca, tipo sindrome da conflitto sintomatica ecc..ecc --> Difficile stabilirlo, ma l'anca si muoveva bene e non presentava dolore ai test provocativi per l'anca. Quindi mi sento di escludere queste problematiche.
- Frattura da stress al collo del femore --> Purtroppo credo che questa ipotesi sia la più probabile perchè la paziente avverte dolore solamente quando carica il suo peso. L'età anagrafica e il sesso (con tutti i problemi di osteoporosi ecc..ecc. che ne conseguono), sono ulteriori fattori di rischio per le fratture da stress.

In sostanza l'ho spedita a fare una risonanza magnetica per escludere/confermare la frattura da stress al collo del femore.

Vi riporto questo caso perchè fisioterapicamente parlando è molto interessante perchè normalmente la diagnosi di queste fratture viene fatta in 13,3 settimane in media...(Immaginate il vostro medico di base come gestirebbe un caso del genere, si parla di tempi biblici), mentre in questo caso la diagnosi nel caso venisse confermata dalle indagini strumentali sarebbe stata fatta solo 2 settimane dopo. Questo potrebbe evitarle complicazioni che in alcuni casi potrebbero portare anche alla protesi.

Secondo caso, atleta 16aa mezzofondista low level. Si allena nella mia società. Si presenta dopo allenamento di corsa lenta fatto troppo forte con un dolore ad entrambe le tibie stile periostite o come si dovrebbe chiamare adesso Medial Tibial stress syndrome (MTSS).
Comunque questo ragazzo ha la peggior corsa che io abbia mai visto, appoggio di punta tutto balzellato ecc...ecc proprio un disastro! Naturalmente a tutto il mondo allenatore compreso viene da dare colpa alla tecnica di corsa peccato che fino al giorno prima il ragazzo corresse nello stesso modo senza avere dolore.

Il mio programma è stato questo all'incirca: 2gg di cross training (cyclette) abbinati ad esercizi di potenziamento gambe sopratutto monopodalici e rinforzo del soleo - nei casi di MTSS sembra che il soleo abbia comunque un ruolo e quindi qualche esercizio specifico potrebbe essere utile -.
In tutto questo stiamo avviando un programma di ritorno alla corsa che preveda di tornare a correre i suoi volumi (55/60km) in 4 settimane.

Ho deciso di NON inserire esercizi per la sua tecnica perchè, sebbene sia orribile, non sono mai riuscito a cambiargliela anche quando lo seguivo come allenatore, pertanto non abbiamo perso tempo.

Ho deciso di scrivere questo caso perchè, sebbene il recupero non sia "accattivante", racconta molto bene il thinking process dell'allenatore medio.
Il mio atleta ha un infortunio --> Gli trovo un difetto fisico (che spesso ha da anni) --> Do la colpa a quel difetto fisico --> Non mi faccio alcuna domanda sul mio programma di allenamento.

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Re: Da velocista a tapascione? Vedremo...

Messaggio da AdeleSkywalker » mer 3 ott 2018, 13:16

Ciao Nicola, leggendo sempre il tuo diario mi è venuta una curiosità : ma per arrivare a fare l’allenatore di atletica, che percorso di studi hai fatto? Solo fisioterapia? ( oltre immagino a qualche corso extra universitario )
È quello che piacerebbe fare anche a me,
Magari dopo la triennale di scienze motorie prendere anche la laurea in fisioterapia, però magari sto sbagliando...
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Re: Da velocista a tapascione? Vedremo...

Messaggio da L'Appiedato » mer 3 ott 2018, 13:28

A proposito del primo caso e delle fratture ossee. La scorsa settimana ho visto fare ad un fisioterapista un esame "fai da te" per escludere fatture.
Ha preso in mano un cellulare (inizialmente mi chiedevo che applicazione stesse mai usando) e lo appoggiava sui punti che voleva esaminare.
In realtà mio ha spiegato che aveva attivato una banalissima vibrazione (una volta lo faceva con il diapason). Le vibrazioni fanno entrare l'osso in risonanza e se vi è una frattura si dovrebbe avvertire un netto bruciore.
Ora, le ossa in questione erano del piede, quindi piccole e poi non so se agisca anche nei casi in cui non vi è una rottura ma solo un edema.
Cmq è vera questa cosa?
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Re: Da velocista a tapascione? Vedremo...

Messaggio da NicolaRossi1 » mer 3 ott 2018, 13:49

AdeleSkywalker ha scritto:
mer 3 ott 2018, 13:16
Ciao Nicola, leggendo sempre il tuo diario mi è venuta una curiosità : ma per arrivare a fare l’allenatore di atletica, che percorso di studi hai fatto? Solo fisioterapia? ( oltre immagino a qualche corso extra universitario )
È quello che piacerebbe fare anche a me,
Magari dopo la triennale di scienze motorie prendere anche la laurea in fisioterapia, però magari sto sbagliando...
Purtroppo l'allenatore oramai lo puoi fare anche se sei un elettricista, basta la passione ;) Poi io ho fatto anche il corso di istruttore fidal, quest'anno credo di andare a fare quello di 2° livello per puro piacere personale.

Si comunque io ho fatto i 3 anni di Fisioterapia e poi bona. In teoria non dovrei avere competenze da scienziato motorio (magari è così...) però aggiornandomi sul tema ecc...ecc si impara. Io ti consiglio di fare fisioterapia solo te ci piace la parte del riabilitare, perchè quando entri immagini di fare l'aggiustaossa con gli sportivi, però in realtà andrai a fare quello che "mette a posto" le schiene all'impiegato medio.
Personalmente mi piace di più l'ultima occupazione che lavorare nello sport, perchè i fisioterapisti puri, nello sport fanno la bassa manovalanza massaggi, cure fisiche ecc.ecc (non che non sia interessante eh) e difficilmente vai a fare la parte di return to play. Per quel ruolo è meglio essere scienze motorie con competenze fisioterapiche.
Se sei di Milano/Monza Brianza passa a fare un salto al campo (Villasanta) giusto per capire se ti piace o no!

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Re: Da velocista a tapascione? Vedremo...

Messaggio da NicolaRossi1 » mer 3 ott 2018, 13:52

L'Appiedato ha scritto:
mer 3 ott 2018, 13:28
A proposito del primo caso e delle fratture ossee. La scorsa settimana ho visto fare ad un fisioterapista un esame "fai da te" per escludere fatture.
Ha preso in mano un cellulare (inizialmente mi chiedevo che applicazione stesse mai usando) e lo appoggiava sui punti che voleva esaminare.
In realtà mio ha spiegato che aveva attivato una banalissima vibrazione (una volta lo faceva con il diapason). Le vibrazioni fanno entrare l'osso in risonanza e se vi è una frattura si dovrebbe avvertire un netto bruciore.
Ora, le ossa in questione erano del piede, quindi piccole e poi non so se agisca anche nei casi in cui non vi è una rottura ma solo un edema.
Cmq è vera questa cosa?
In realtà dovrebbe funzionare teoricamente, ma non sono informato sull'argomento. Quindi per ora non do pareri.

Personalmente anche se mi fidassi al 100% dell'applicazione non potrei non far fare al paziente un esame strumentale perchè non è che gli puoi dire "stai 6 settimane in stampelle senza caricare" basandosi sull'app. C'è sarebbe da pazzi.

Poi il collo del femore non è proprio sotto pelle, ma diversi centimetri "dentro", quindi non so proprio se possa funzionare. Però mi hai lanciato il dado, ora mi informo :hihihi:

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Re: Da velocista a tapascione? Vedremo...

Messaggio da NicolaRossi1 » mer 10 ott 2018, 14:34

Domenica 7/10 ore 9:00

Il mio allenamento avrebbe previsto 2Km risc + 2k di "medio" + 2k variato (200/200) + 1 km defaticamento.

Li ho fatti tutti, ma che fatica! E soprattutto non mi sentivo come se stessi facendo qualcosa che al mio corpo veniva spontaneo fare, pertanto ho deciso che il mio viaggio da velocista a tapascione dovrà essere fatto con più calma e necessita di una fermata intermedia: 400/800m (insomma il velocista prolungato).

Ho preso questa decisione anche perchè sento che il mio corpo non è ancora adatto alle lunghe distanze (96Kg) e quindi ero sempre al limite dell'infortunio. Quindi ho deciso di trasformare le mie sedute in questo modo:

1) Fiato + Potenziamento
2) V.Breve + Special Endurance 2
3) Fiato + Potenziamento
4) Salite (brevi + lunghe)

Ecco la spiegazione del come ho costruito il programma. Tenete a mente che ho la voglia/possibilità di fare solo 4 sedute di allenamento.

Velocità Breve: Lo sprint breve non è mai stato il mio forte, non sono esplosivo al 100%, ma mi sono adattato. Dopo 2 anni di inattività non ho perso troppo nella capacità di correre veloce, nel senso che se togliessi i 8-10Kg rispetto al giorno del personale probabilmente gli arriverei non troppo lontano, ma probabilmente mi farei male.
Quindi obiettivo primario è ricostituire la velocità di punta o la capacità di correre veloce senza infortunarsi. Lo farò con 2 sedute, la n°2 e la n°4.

Fiato: Nel periodo precedente mi ero dedicato molto allo sviluppo della componente aerobica, arrivando a correre la scorsa settimana fino a 35Km. Ok non è tanto, ma per fare il 400ista basta e avanza. Inoltre vorrei comunque mantenere queste capacità aerobiche anche per benessere personale.
Ho deciso di dedicarsi 2 sedute, 1 sarà solo di Corsa Lenta (45'..) e 1 sarà un Fartlek non veloce.
La stesura di queste 2 sedute mi mette in difficoltà anche nel impostare una programmazione annuale, cioè di come farle evolverle.

Lavori specifici: Tra la v.max e la capacità aerobica ci deve essere un ponte che le colleghi. Per questo ho deciso fin da subito di impostare un lavoro di special endurance 2 (cioè qualcosa di più lento del ritmo gara, ma più lungo). Lo farò nella seduta n°2 e nella seduta n°4 con esercitazioni di strength endurance.

Si accettano critiche :)

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Re: Da velocista a tapascione? Vedremo...

Messaggio da lucaliffo » mer 10 ott 2018, 15:45

io per ora di lavoro "breve" di velocità farei solo 1 a settimana... o alternando pista/salita bisettimanalmente o iniziando solo con salita.
poi il "fiato-fartlek" deve essere assolutamente facile, tipo prove al 60-65%
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