Da velocista a tapascione? Vedremo...

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NicolaRossi1
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Re: Da velocista a tapascione? Vedremo...

Messaggio da NicolaRossi1 » mer 10 ott 2018, 18:19

lucaliffo ha scritto:
mer 10 ott 2018, 15:45
io per ora di lavoro "breve" di velocità farei solo 1 a settimana... o alternando pista/salita bisettimanalmente o iniziando solo con salita.
poi il "fiato-fartlek" deve essere assolutamente facile, tipo prove al 60-65%
Prendo il consiglio e porto a casa.
Domani sperimento la prima sessione di velocità e vedo se ne riesco a gestire 2 in una settimana.

Avevo in mente una cosa del genere:
4x20m, 3x60m sopra over o in progressione.

Perche poi faccio anche la special end dopo e quindi non posso spremermi al 100%.

Ho fatto il Fartlek ieri. Proprio a sentimento.
Alla fine é venuto fuori 3x(1Km fast, 500m easy).
Il ritmo del 1000 é stato intorno ai 4'20 che é probabilmente un ritmo 3k-4k. Forse un po' veloce e con troppo volume per un 400ista, ma il mio intento é di sentirmi bene in forma e quindi a patto di non uccidermi ho intenzione di fare Fartlek con questo taglio.

Fra l'altro non ho ancora capito che effetti potrebbe dare una Fartlek del tipo: 6x(300 V/200 L) piuttosto che quello che ho fatto io.
Probabilmente quest'ultimo andrebbe ad agire più sulle capacità di potenza avendo intervalli più brevi? Bho.

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Re: Da velocista a tapascione? Vedremo...

Messaggio da lucaliffo » mer 10 ott 2018, 21:23

se fai 400-800, io il fatlek lo farei come hai fatto, col 1000 che è maggiore della maggiore distanza di gara.
visto che per le cose più brevi farai altre cose.
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Re: Da velocista a tapascione? Vedremo...

Messaggio da NicolaRossi1 » ven 2 nov 2018, 15:42

Aggiorno dpo una 20ina di giorni di silenzio.

Miei allenamenti: procedono abbastanza bene, non ho un ritmo così regolare ed organizzato, però le mie 4 sedute le sto facendo.

1 salite brevi.
2 lavori aerobici (1 Fartlek e 1 di ripetute). L'ultimo che ho fatto è stato per esempio un 6x500 R:1'
1 lavoro lattacido/aerobico spinto.

Anche il peso è in lieve calo complice una gara di perdita di peso in corso con un amico. Partito da 96Kg sto scendendo verso i 95 bassi, la settimana prossima spero di salutarli definitavamente. In realtà avrei dovuto salutarli già sta settimana, ma ho avuto 3 eventi "mondani" dove non mi trattengo.

Allenamenti ragazzi:

I ragazzi procedono bene, per chi si vuole allenare. Per gli altri procedono, purtroppo a singhiozzi. E dire che la scelta fra gruppo agonistico e non agonistico era su base volontaria! Bha...

Stavo leggendo il thread che parla della rinuncia della Dossena alla maratona di NY e mi è venuto in mente una massima che non ritengo essere necessariamente al caso in discussione.

- Dietro un atleta "fragile" c'è quasi sempre un programma altrettanto "debole" -.

A mio avviso di atleti fragili ce ne sono ben pochi. Anche perchè il corpo umano si è voluto per essere adattabile agli stimoli. Saremo forse noi allenatori incapaci di fornire gli stimoli appropriati e a rendere fragile un atleta normale?

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Re: Da velocista a tapascione? Vedremo...

Messaggio da Eihan » ven 2 nov 2018, 16:15

Complimenti per riuscire a star calando di peso!
Hai creato un bello spunto per una discussione. L'uomo anche se si è evoluto per essere adattabile agli stimoli non è comunque adatto allo stile di vita degli ultimi 50 anni. Nonostante uno pratichi sport, raramente può raggiungere un'attività fisica paragonabile a quella per cui l'homo sapiens si è evoluto. Il fatto che fin da piccoli ci si muova poco (e fare sport due-tre giorni a settimana e una partitella a calcio con i coetanei non può essere considerato essere molto attivi) fa sì che si creino squilibri all'apparato locomotore per cui in vita adulta si risulta più fragili e meno responsivi a certi stimoli. Poi anche, e soprattutto, in vita adulta ci si muove ancora meno per via di lavoro, studio, mazzi e razzi vari, quindi nel momento in cui si esagera anche di poco con lo stimolo si rischia un infortunio :testata:
Devo ammettere che mi piace molto il fatto che tu abbia usato le virgolette su "fragile" e "debole" perché, correggimi se sbaglio, intendevi anche dire che è l'allenatore che deve interpretare i segnali che l'atleta comunica o invia che indichino una condizione di stress fisico che potrebbe portare ad infortuni. Se così intendevi allora sarei totalmente d'accordo con te :D
1.67m x 55kg
PB:
5km 20'17"(4'03") - 18/11/18
10km 40'52"(4'05") - 18/11/18
15km 1:15'47"(5'03") - 21/10/18

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Re: Da velocista a tapascione? Vedremo...

Messaggio da NicolaRossi1 » ven 2 nov 2018, 16:32

Eihan ha scritto:
ven 2 nov 2018, 16:15
Complimenti per riuscire a star calando di peso!
Hai creato un bello spunto per una discussione. L'uomo anche se si è evoluto per essere adattabile agli stimoli non è comunque adatto allo stile di vita degli ultimi 50 anni. Nonostante uno pratichi sport, raramente può raggiungere un'attività fisica paragonabile a quella per cui l'homo sapiens si è evoluto. Il fatto che fin da piccoli ci si muova poco (e fare sport due-tre giorni a settimana e una partitella a calcio con i coetanei non può essere considerato essere molto attivi) fa sì che si creino squilibri all'apparato locomotore per cui in vita adulta si risulta più fragili e meno responsivi a certi stimoli. Poi anche, e soprattutto, in vita adulta ci si muove ancora meno per via di lavoro, studio, mazzi e razzi vari, quindi nel momento in cui si esagera anche di poco con lo stimolo si rischia un infortunio :testata:
Devo ammettere che mi piace molto il fatto che tu abbia usato le virgolette su "fragile" e "debole" perché, correggimi se sbaglio, intendevi anche dire che è l'allenatore che deve interpretare i segnali che l'atleta comunica o invia che indichino una condizione di stress fisico che potrebbe portare ad infortuni. Se così intendevi allora sarei totalmente d'accordo con te :D
Si intendo dire quello. Personalmente non ritengo che ci siano atleti fatti di cristallo e altri di cemento armato, ma solo atleti più lenti ad adattarsi agli stimoli ed atleti più veloci.

Con l'atleta lento, per esempio, aumentare il Km del 5% al mese potrebbe essere già uno stimolo importante, per quello più adattabile ti potrai spingere di più. Ma a mio avviso non esiste alcuna soglia oltre il quale un dato atleta X si infortuni a prescindere.

Tutto teoria eh...però ad oggi la penso così.

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Re: Da velocista a tapascione? Vedremo...

Messaggio da lucaliffo » ven 2 nov 2018, 19:42

io sono un po' meno ottimista e penso che le cose siano più complesse.
anzitutto è molto diverso se alleni regazzini, senior o master.
poi ci sono soggetti con asimmetrie congenite o acquisite per le quali manco dopo 40 anni il corpo ha creato adattamenti.
poi ci sono quelli che hanno già subito vari infortuni in passato il che aumenta la probabilità di subirli di nuovo.
poi bisogna vedere quali sono gli obiettivi nella testa dell'atleta.
un ottimo programma/allenatore può abbassare la probabilità di problemi, o ritardarne l'insorgere, ma è difficile che li elimini completamente e per sempre.
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Re: Da velocista a tapascione? Vedremo...

Messaggio da L'Appiedato » ven 2 nov 2018, 20:43

lucaliffo ha scritto:
ven 2 nov 2018, 19:42
io sono un po' meno ottimista e penso che le cose siano più complesse.
anzitutto è molto diverso se alleni regazzini, senior o master.
poi ci sono soggetti con asimmetrie congenite o acquisite per le quali manco dopo 40 anni il corpo ha creato adattamenti.
poi ci sono quelli che hanno già subito vari infortuni in passato il che aumenta la probabilità di subirli di nuovo.
poi bisogna vedere quali sono gli obiettivi nella testa dell'atleta.
un ottimo programma/allenatore può abbassare la probabilità di problemi, o ritardarne l'insorgere, ma è difficile che li elimini completamente e per sempre.
Concordo in toto e aggiungo un'altra cosa.
Qualcuno ha parlato di adattamento, bene, peró considerate questa regola generale:
Gli adattamenti di una specie ad un nuovo stimolo esterno, se vi sono, non riguardano mai tutti gli individui poiché c'è sempre qualcuno che purtroppo ci lascia le penne; così agisce l'evoluzione e questo si può declinare, con le dovute proporzioni, anche al running
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Re: Da velocista a tapascione? Vedremo...

Messaggio da orli » ven 2 nov 2018, 21:42

La "selezione naturale " esiste pure in atletica...

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Re: Da velocista a tapascione? Vedremo...

Messaggio da NicolaRossi1 » sab 3 nov 2018, 0:42

Verissimo tutto e mi trovate d'accordo.

Personalmente ad oggi mi ritrovo spesso ad "azzeccare" quando un atleta X si infortunerà basandosi su allenamento e conoscenza diretta con l'atleta.
Però credo che questa sensazione di "onnipotenza" sia essenzialmente un bias cognitivo di conferma per ogni evento che ho azzeccato. Sicuramente mi scordo più difficilmente di previsioni rivelatesi false.

A parte il delirio qui sopra credo che monitorando le giuste variabili si possa fare moltissimissimo. Ad esempio se oltre al carico esterno (allenamento in sè) si riuscisse ad affiancare il monitoraggio del carico interno (Sforzo percepito), delle ore di sonno e di altre attività stressanti a mio avviso in uno sport ciclico e non di contatto come nella corsa si potrebbero ridurre gli infortuni ad una % vicina allo 0.

Ad esempio per uno studente io valuterei queste cose:
- Carico Esterno
- Carico Interno
- Ore di Sonno
- Periodi stress scolastico
- Tono dell'umore

Poi è chiaro che ci sarà sempre chi non si adatterà, ma ad oggi credo che sia una percentuale molto minore rispetto agli atleti considerati "fragili" per natura.

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Re: Da velocista a tapascione? Vedremo...

Messaggio da NicolaRossi1 » sab 3 nov 2018, 0:53

Aggiungo anche che la sensazione di evento inevitabile che tanti allenatori hanno di fronte ad un infortunio è una reazione che ritengo sia LA principale motivazione del perchè gli infortuni non sono in calo.

Se do la colpa alla sfortuna è naturale che non metta mai in discussione quello che sto facendo e puntualmente il mio atleta ci ricascherà.

Poi è chiaro che in una percentuale di casi sarà effettivamente il caso, la sfortuna, le gufate delle concorrenti ecc..ecc Ma avere sempre questo pensiero è PERICOLOSO. E preferisco una reazione di onnipotenza con controllo di tante variabili (tipo sopra) che una reazione di menefreghismo/impotenza.

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