E i libri?

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Re: E i libri?

Messaggio da lucaliffo » sab 27 gen 2018, 15:50

devo decidermi a mettere su un file il manoscritto di un mio racconto di fantascienza, "pane amaro".
soggetto:

l'esattore di una compagnia multistellare di strozzinaggio :D viene inviato con un'astronave armatissima su un pianeta "sola" il cui governo non vuole pagare i debiti. l'astronave è dotata di un robottino schiavetto-masochista che parla con accento cinese e serve a far sfogare le nevrosi degli esauritissimi esattori.
per un guasto atterra nella foresta e scopre una comunità dove sono tutti maschi/criminali e fanno pane di contrabbando. sto pane è l'unico nutrimento sul pianeta ma le femmine, che dominano, ne hanno il monopolio della produzione e vendita.
va in città dove è pieno di panetterie, gestite da donne, entra in una di queste e chiede direttamente 4 rosette e 3 ciriole. viene arrestato perchè è severamente vietato chiedere il pane direttamente. prima di chiederlo devi fare amicizia con la panettiera per mesi, portarla al cinema, farle regali, ecc.
in città è pieno di uomini magrissimi stile auschwitz...

come andrà a finire? :hihihi:
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Re: E i libri?

Messaggio da L'Appiedato » mar 6 mar 2018, 13:17

Ecco il mio ultimo capolavoro su Guerra e Pace
https://www.youtube.com/watch?v=lCxXjtdP4JQ

Questi libri, dato il loro volume sono sempre un po' temuti. Ciò è capibile. Però c'è un però.
Anzitutto io credo che un romanzo per essere definito un "grande romanzo" ha bisogno anche di una certa "massa critica".
In secondo luogo, i grandi romanzi, forniscono alla mente qualcosa di più del mero intrattenimento. Da questo punto di vista Guerra e Pace è sia un saggio storico, visto le bellissime ed accurate ricostruzioni storiche che ne fanno parte, sia un saggio filosofico, visto le ampie parti dedicate alla discettazione sulla Storia.
In terzo luogo...bhe in terzo luogo è vero, ci vuole un po' di pazienza e di tempo, che poi sono gli ingredienti magici per tutto ciò che vale qualcosa :study:
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Re: E i libri?

Messaggio da lucaliffo » mar 6 mar 2018, 15:50

non ho letto guerra e pace.
la diatriba irrisolta "libertà/necessità" è alla base della filosofia e delle scienze umane.

però interessante sto tolstoj:
- gioventù dissoluta e spendacciona
- poi si cristianizza e moralizza
- però acchiappa na 18enne e ci fa 13 figli + qualche altro figlio colle contadinozze
- va in guerra ma pacifista
- latifondista ma socialista
- crede alla necessità ma si impegna individualmente in mille battaglie
- sovversivo e perseguitato ma, non si sa come, quando i nobili presentano ste caratteristiche quasi sempre se la sfangano dal gulag
- odiato dalla moglie perchè... ehm... dilapidava i SOLDI :)
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Re: E i libri?

Messaggio da lucaliffo » mer 7 mar 2018, 14:00

io coltivo da oltre 30 anni le scienze umane (specialmente psicoanalisi e antropologia culturale/etnologia). poi sono un "materialista" e quindi penso che anche l'uomo possa essere studiato in base a leggi naturali oggettive che possiamo delineare (non è detto che ci riusciamo, come in ogni scienza).
ergo penso che la matrice "libertà/necessità" sia fortemente spostata verso la necessità. tipo 10% libertà e 90% necessità.
non credo molto alla libertà, cioè la vedo più che altro come libertà vigilata, anzi, arresti domiciliari :D
penso che la maggior parte delle cose che facciamo, diciamo, pensiamo, sentiamo sia determinata da forze (naturali e sociali) sulle quali non solo non abbiamo controllo ma manco sappiamo che esistono.
all'interno di una stessa cultura ci sono delle variazioni (anch'esse in gran parte determinate fuori dall'individuo) ma anche schemi di fondo (anch'essi determinati fuori dall'individuo) simili fra i vari individui.
questi schemi di fondo però possono essere profondamente diversi fra culture diverse. e chi può dire oggettivamente che uno schema è buono o cattivo? nessuno.
questo che dico risulta palese a chi è onesto, con la mente "pura" e abbia studiato un po' di psicoanalisi o etnologia.
noi diamo anni di galera in modo assolutamente arbitrario a gente che fa cose che in altre culture risultano completamente normali e lecite.

tornando al tema di guerra e pace, napoleone certamente era un genio, estremamente abile e anche figlio di mignotta (come hitler, lenin, fidel, come tutti i "grandi uomini") però penso che "i tempi erano maturi" e se non ci fosse stato lui l'avrebbe fatto qualcun'altro.
anche nella scienza, è opinione accettata che "i tempi erano maturi" affinchè genii come freud o einstein scoprissero l'inconscio o la relatività.

appiedato,
nel video metti in guardia che la necessità si trasformi in deresponsabilizzazione. dico 2 cose:
- sono 2 piani diversi: quello della libertà/necessità è il piano della ricerca teorica scientifica asettica, quello della responsabilità è il piano giuridico dell'arbitrarietà, della morale e dell'etica.
- la confusione fra i 2 piani, e quindi il pericolo deresponsabilizzante, avviene solo se siamo CRISTIANI e quindi vogliamo colpire chi non osserva le regole (arbitrarie) solo se è cosciente/responsabile di ciò che fa.
modo di fare che non mi piace personalmente.
cioè secondo me:
- una cultura stabilisce arbitrariamente delle regole per convenienza (di tutti o solo di qualcuno, qui non importa)
- dovrebbe colpire chi non le rispetta a prescindere se è responsabile o meno, cioè dovrebbe essere colpita la pericolosità, il danno e NON la volontà cosciente di commettere il danno.

la cultura cristiano-occidentale detesta l'individuo forte, ad alto grado di sanità mentale e controllo cosciente delle proprie azioni, lo colpisce disincentivando quindi queste qualità. incentiva invece il debole, irrazionale, in preda alle turbe dell'inconscio.
questo a lungo andare crea gravi problemi sociali. e così, per metterci una pezza, decide di dare importanza alla "libertà, libero arbitrio, responsabilità" per ampliare il campo di quelli da colpire.
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Re: E i libri?

Messaggio da L'Appiedato » gio 8 mar 2018, 12:23

Faccio però una considerazione.
Partiamo dall’aspetto fattuale (che è più semplice), cioè consideriamo la realtà come somma di fatti legati da cause ed effetti senza valutarne le motivazioni e le conseguenze.
Allora, io credo che, sì, l’uomo quando rende effettiva una sua decisione non può sapere cosa accadrà, ma può solo ipotizzarne l’esito.
Esempio, decido di andarmi a fare un pic-nic a Central Park ma poiché nel frattempo una farfalla, di cui ignoravo l’esistenza, ha sbattuto le ali a Pechino, questo causa una giornata di pioggia su New York, anziché di sole e addio pic-nic sul prato.
Però diciamo che, se ho seguito previsioni meteo attendibili, saprò che c’è il 90% di probabilità di una giornata soleggiata e quindi c’è solo un 10% di probabilità che una farfalla mi rompa le balle.
Il resto è statistica, ossia è molto improbabile che tutte le decisioni prese dall’uomo portino sempre alla realizzazione dell’obbiettivo desiderato solo per cause esterne, e viceversa.

Per quanto riguarda invece la valutazione morale delle proprie azioni, ma ancor la valutazione del grado di libertà intellettuale dietro ad una decisione, ammetto che fatico a trovare giustificazioni oggettive dietro al mio pensiero.
Rimanendo in tema di libri, aggiungo uno spunto di riflessione. Mi piacerebbe parlare di Cuore di Tenebra di Conrad, libro che per me di bello ha solo il titolo.
Ora, Conrad in quel libro, e non solo (vedi Lord Jim, altro schifo) mi pare velatamente razzista poiché considera chiaramente i neri come subumani a fronte dell’uomo bianco chiaramente superiore.
Dall’altra parte del mondo invece, Melville, in Moby Dick, faceva dormire un uomo bianco con un cannibale e si stupiva di quanto questo cannibale fosse una personcina a modo, pieno di buoni sentimenti e umanità, tanto da divenire il miglior amico di quell’uomo bianco.
Cmq, dicevo di Conrad perché questo mi darebbe l’opportunità di parlare di Leopoldo II re del Belgio. Un simpatico figlio di buona donna che per arricchirsi con l’avorio sterminò 10milioni di congolesi su una popolazione di 25.
Vogliamo dire che Leopoldo II era uomo del suo tempo? Certo! Si può essere figli del proprio tempo e al contempo stronzi? Per me sì, ma fatico a giustificare il mio sentire.
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Re: E i libri?

Messaggio da lucaliffo » gio 8 mar 2018, 13:14

non è solo questione di essere figli del tempo... leopoldo era stronzo (giudizio morale arbitrario) ma un pensiero materialista-scientifico (e una volta la sinistra era materialista-scientifica o almeno diceva di esserlo) dovrebbe chiedersi:
- perchè era così stronzo?
- come fu educato, cosa passò da bambino per diventare così stronzo?
- possiamo modificare la cultura della società affinchè vengano minimizzati gli stronzi?

questo non significa giustificare e quindi non combattere gli stronzi nell'immediato sul piano giuridico-militare.
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Re: E i libri?

Messaggio da L'Appiedato » gio 8 mar 2018, 13:29

lucaliffo ha scritto:
gio 8 mar 2018, 13:14
non è solo questione di essere figli del tempo... leopoldo era stronzo (giudizio morale arbitrario) ma un pensiero materialista-scientifico (e una volta la sinistra era materialista-scientifica o almeno diceva di esserlo) dovrebbe chiedersi:
- perchè era così stronzo?
- come fu educato, cosa passò da bambino per diventare così stronzo?
- possiamo modificare la cultura della società affinchè vengano minimizzati gli stronzi?

questo non significa giustificare e quindi non combattere gli stronzi nell'immediato sul piano giuridico-militare.
Ho capito.
Bene, tra l'altro tutto ciò è in tema con il libro che attualmente sto leggendo, "I Vicerè" che parla appunto di ...stronzi :joint:
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Re: E i libri?

Messaggio da lucaliffo » gio 8 mar 2018, 16:12

insomma la corrente letteraria dell'escrementismo :lingua:
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Re: E i libri?

Messaggio da lucaliffo » mer 14 mar 2018, 17:32

mentre appiedato legge libroni, nelle ore di buco della vacanzetta ho abbordato e quasi finito un libretto, "la confraternita dell'uva" di john fante.
lo scrittore descrive il padre e il suo gruppo di vecchi avvinazzati emigranti italiani in california.
ma anche tutta la sua famiglia, con la tipica matrona italiana ossessivamente pesante ma che cucina una favola.
bel libretto, storie di povera gente.
poetico in alcuni passi, divertente in altri. forse un po' esagerato in altri (troppo sesso... trattandosi di italiani in california).
l'autore era amato da bukowsky e passò gli ultimi anni di vita cieco e senza gambe a causa del diabete.
ecco un passo poetico:

"la cucina: il vero regno di mia madre, l'antro caldo della strega buona sprofondato nella terra desolata della solitudine, con pentole piene di dolci intingoli che ribollivano sul fuoco, una caverna d'erbe magiche, rosmarino e timo e salvia e origano, balsami di loto che recano sanità ai lunatici, pace ai tormentati, letizia ai disperati. un piccolo mondo venti-per-venti: l'altare erano i fornelli, il cerchio magico una tovaglia a quadretti dove i figli si nutrivano, quei vecchi bambini richiamati ai propri inizi, col sapore del latte di mamma che ancora ne pervadeva i ricordi, e il suo profumo nelle narici, gli occhi luccicanti, e il mondo cattivo che si perdeva in lontananza mentre la vecchia madre-strega proteggeva la sua covata dai lupi di fuori."
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Re: E i libri?

Messaggio da lucaliffo » gio 22 mar 2018, 14:21

n raccontino del matteo gennari più interessante dei soliti

https://www.vivereinbrasile.com/2018/03 ... ment-14673
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