Cos'è esattamente il "medio" e a cosa serve?

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Daniele
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Cos'è esattamente il "medio" e a cosa serve?

Messaggio da Daniele » mer 2 mar 2016, 18:31

So che la domanda può sembrare banale, ma vorrei capire un po' meglio le logiche dietro questo mezzo di allenamento così diffuso.

Vi faccio solo una veloce premessa: sono un principiante, corro da due anni, ma posso dire che mi "alleno" solo da un annetto circa. Ho iniziato a correre seguendo le "famose" tabelle cammina+corri di Albanesi. Ma quando poi si trattava di cominciare a fare sul serio (si fa per dire...) ho trovato l'Albanesi parecchio confuso e sono passato ad altro: quasi esclusivamente testi anglosassoni (Hudson e Magness sono attualmente i miei punti di riferimento). Ora la cosa strana è che nessun mezzo di allenamento che ho trovate nelle mie letture di autori non italiani mi sembra riconducibile al medio... e quindi visto che quando leggo sui forum di corsa italiani (o semplicemente parlo con qualche amico/collega che corre) che tutti lo fanno in abbondanza, potrete immaginare perchè voglo capirne qualcosa di più.

Ecco le domande fondamentali che mi girano in testa (dato che ho trovato un sacco di informazioni contrastanti):

1) Quanto dovrebbe essere il volume? Come (e se) varia in funzione della distanza da preparare?

2) Quale dovrebbe essere l'intensità? Come la adattate alla distanza del medio? Qui ho veramente molta confusione: autori diversi propongono idee molto diverse... quando poi leggo però gli allenamento sul forum, mi sembra che venga corso spesso ad un ritmo compreso tra la soglia (ritmo di una gara di 1h) e il ritmo della mezza...

3) A cosa serve? Ho letto spesso che permette di migliorare la velocità di soglia (qualunque cosa significhi :lingua: ) e in generale è un mezzo di supporto per gli allenamenti più specifici (es. ripetute medio/lunghe).

4) Come lo mettereste a confronto con i mezzi "anglosassoni"? A me sembra una via di mezzo fra una threshold run (che però è un pelo più veloce ma molto più breve) ma ha il volume più vicino ad una steady run/marathon pace (che però è più lenta).

5) Come mai è una cosa che si vede solo nella "scuola italiana"? (o quantomeno non si trova nei classici testi di riferimento anglosassoni).

Spero di non avervi rotto troppo le scatole e sono ansioso di leggere le vostre risposte.

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marekminutski
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Re: Cos'è esattamente il "medio" e a cosa serve?

Messaggio da marekminutski » mer 2 mar 2016, 19:12

Provo a rispondere per quello che conosco:

1) fino ai 10-12k per gare fino ai 10000; fino a 15-18k per la mezza. Per la maratona spesso il ritmo coincide con quello di gara quindi è un discorso complesso;

2) io ho sempre adottato la dicitura anglosassone: sensazione di "comfortably hard", cioè in spinta ma mai al gancio;

3) serve per abituarsi a restare impegnati per un tempo prolungato, senza mai "staccare la spina" né alzare il piede dall'acceleratore;

4) esatto, sta a cavallo tra la threshold run (che per noi è il corto veloce) e la steady run;

5) in realtà solo noi abbiamo questo nome, ma gli altri usano le cosiddette "tempo run" a varie andature rispetto al ritmo gara.

Spero di non aver detto castronerie!

lucaliffo
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Re: Cos'è esattamente il "medio" e a cosa serve?

Messaggio da lucaliffo » mer 2 mar 2016, 21:53

daniele,
dubbi legittimi.
è vero, la nomenclatura italiana è diversa da quella anglosassone, loro parlano di "threshold", "tempo", "steady/moderate", "easy".
in genere "easy" è più lento del nostro lento.
"steady/moderate" è un nostro lento-svelto o addirittura un lento.
su "tempo" però fanno confusione pure loro, ad esempio si legge di "tempo" di keflezighi a 3'10 di 10miglia e "tempo" di manzano (1500ista) di 3miglia a 2'50.
la confusione aumenta perchè i velocisti anglosassoni per "tempo" intendono ripetute dai 100 ai 300m fatte con margine (al 70% del PB).

nella pratica, per 5-10000isti, io lo intendo come "special endurance", ovvero fare qualcosa un po' più lungo della gara a velocità un po' inferiore. e anche come sostegno alle sedute specifiche di ripetute.
per la mezza e la maratona il significato cambia ovviamente.

la questione "a che velocità farlo" è relativa a molti fattori e non si possono dare indicazioni sempre valide. ad esempio simone lo fa tra 3'45 e 4 al km a seconda del momento (puntiamo a un sub 35' sui 10km).
e io sono contrario a calcolarne la velocità applicando % valide per tutti, ne parlai in questo articolo:

http://ilcorsarotraining.blogspot.com.b ... erche.html
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Re: Cos'è esattamente il "medio" e a cosa serve?

Messaggio da Zedemel » mer 2 mar 2016, 22:05

in effetti medio, potrebbe significare una serie di andature. In quel minuto tra un lento (neppure troppo lento) e un passo gara 10.000, ci sono tante velocità in mezzo.
1,83mx75kg, 1976, mizuno wave rider e sayonara
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Re: Cos'è esattamente il "medio" e a cosa serve?

Messaggio da lucaliffo » mer 2 mar 2016, 22:08

una similitudine...
i 400isti anglosassoni fanno delle prove di "special endurance 2***", partono in inverno con 600 all'85% (del passo sui 400) e arrivano in preagonistico con 450 al 92%... sono prove impegnative ma non esaustive.
se facciamo dei calcoli prendendo simone otteniamo per il medio una forbice di passo che è circa quella che usa.


***: invece "special endurance 1" sono prove più brevi della gara, 200-350m, sempre più lente del passo gara.
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Re: Cos'è esattamente il "medio" e a cosa serve?

Messaggio da Zedemel » mer 2 mar 2016, 22:21

con le percentuali rischiamo ritmi un po' troppo sballati per chi va piano
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Re: Cos'è esattamente il "medio" e a cosa serve?

Messaggio da lucaliffo » mer 2 mar 2016, 22:27

Zedemel ha scritto:con le percentuali rischiamo ritmi un po' troppo sballati per chi va piano
come sempre...
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Re: Cos'è esattamente il "medio" e a cosa serve?

Messaggio da Paolo » gio 3 mar 2016, 10:49

Io il MEDIO lo faccio con una frequenza cardiaca media compresa tra l'80 e l'85% della FC massima, nel mio caso il mio MEDIO è compreso tra i 169 bpm e i 178 bpm, avendo una FC MAX approssimativa di 210 bpm. In ogni caso, negli ultimi tempi, difficilmente faccio il MEDIO con una FC MEDIA minore di 176 bpm. Personalmente preferisco seguire le frequenze cardiache, anche perchè abito in collina e mi alleno in percorsi sterrati con pezzi accidentati e seguire un sistema basato sulla velocità sarebbe poco redditizio in quanto in salita si perde molta velocità e in discesa non si recupera di certo la velocità persa in salita. Quando mi capita di allenarmi in spiaggia non uso il frequenzimetro e se la sabbia è compatta tengo un ritmo attorno ai 5'00"/5'10" al km.
http://paoloisola1.blogspot.it/
P.B. 800: 2'19" 1500: 4'34" 3000: 10'03" 5000: 17'39" 10000: 38'05" 21 km.: 1h32'00"
P.B. MASTER 800: 2'30" 1500: 4'57" 3000: 10'56" 5000: 19'18" 10000: 41'15"

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Re: Cos'è esattamente il "medio" e a cosa serve?

Messaggio da Daniele » gio 3 mar 2016, 10:50

Grazie a tutti delle risposte.... però non mi avete "convinto" al 100% :lingua:

A me il "problema" sembra più di una semplice diversa nomenclatura...

E' vero che gli anglosassoni hanno la "tempo run" che è un concetto abbastanza confuso, anche perchè di fatto di per se vuole solo dire che è un allenamento di corsa (tipicamente) continua ad un ritmo predefinito... che però può essere qualsiasi. Infatti, leggendo Magness, Hudson (ma anche Daniels) questa "tempo run" viene citata ma non sembra poi così centrale.

La mia perplessità, è che per molti mi pare che il medio sia uno dei pilastri dell'allenamento, mentre nel metodo anglosassone non mi sembra esserci una controparte.

Prendiamo ad esempio la preparazione di una 10k: nella letteratura italiana il medio è uno strumento molto centrale. Gli anglosassoni usano le threshold run e magari fanno lunghi con progressioni finali o qualche steady/marathon pace.... ma niente di simile al medio.

In pratica, il medio di fatto è lungo quasi come una steady run ma molto più veloce... non è un impegno eccessivo?
Una threshold run sarà più veloce ma (a meno di non essere un elite) arrivi al top a farne 25 -30 minuti e quasi sempre spezzata almeno in due. Una steady run o progressione, è lunga come un medio (o anche più) ma vai molto più tranquillo... arrivi al massimo al marathon pace (o poco sotto)... boh...

@marek
Ricordo male io, oppure ho letto in un tuo post di qualche giorno fa che tu adesso credi di valere poco sopra i 40' sulla 10k e fai il medio in 42'? Ora, capisco che il tuo sia un caso particolare, perchè viene da un infortunio e le tue potenzialità sono molto maggiori... ma farsi 10k (o anche più) a 10''-20'' sopra il ritmo di una 10k a me sembrano una mazzata non indifferente... lo posso fare forse solo come "allenamento speciale" a fine di un ciclo... ma non lo reggerei come allenamento quasi settimanale (come di fatto il medio viene usato)

@luc
grazie come sempre degli spunti con esempi di allenamenti reali di atleti reali...
Io non so bene chi sia Keflezighi e il contesto dell'allenamento che riporti... ma se è il Meb Keflezighi che ho trovato su wikipedia e guardo i suoi tempi su 10k e maratona... beh mi pare che 3'10'' per lui sia un ritmo maratona (o anche un po' più lento)... quindi 10 miglia a quel ritmo ci stanno ma non mi sembrano paragonabili ad un medio...

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Ericradis
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Re: Cos'è esattamente il "medio" e a cosa serve?

Messaggio da Ericradis » gio 3 mar 2016, 11:48

Importanza del medio in una 10k? Bisogna confrontare tabelle italiane e inglesi per atleti allo stesso livello. Un atleta principiante può avere diverso bisogno di allenamenti "medi" rispetto ad uno più evoluto.

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