Cadenza Elite

L'allenamento per tutte le altre distanze e la tecnica di corsa
Zedemel
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Re: Cadenza Elite

Messaggio da Zedemel » gio 8 mar 2018, 11:46

orli ha scritto:
gio 8 mar 2018, 11:29
domanda... mi permetto di prendendo ad esempio il caso di spuffy visto che si tratta di dati reali; distanza 5000mt cadenza 202 lunghezza passo 165 cm il fatto di passare a una distanza di 10000mt e poi alla mezza il giusto approccio quale sarebbe; cercare di mantenere la frequenza e quindi accorciare il passo, l'opposto ossia mantenere la lunghezza del passo e calare la frequenza oppure entrambe le cose abbinate?
studiarono Bekele e il resto del podio in un campionato del mondo dei 10.000.
Risultò che lui corse tutta la gara con falcata più ampia degli altri, e all'ultimo giro la mantenne aumentando la velocità aumentando la frequenza.
A differenza degli altri due che erano più "corti" e poi cercarono una soluzione di compromesso nel finale.
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Re: Cadenza Elite

Messaggio da lucaliffo » gio 8 mar 2018, 12:57

orli ha scritto:
gio 8 mar 2018, 11:29
domanda... mi permetto di prendendo ad esempio il caso di spuffy visto che si tratta di dati reali; distanza 5000mt cadenza 202 lunghezza passo 165 cm il fatto di passare a una distanza di 10000mt e poi alla mezza il giusto approccio quale sarebbe; cercare di mantenere la frequenza e quindi accorciare il passo, l'opposto ossia mantenere la lunghezza del passo e calare la frequenza oppure entrambe le cose abbinate?
in generale, sia la frequenza che l'ampiezza (effetti) sono funzione della velocità (causa)
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Re: Cadenza Elite

Messaggio da orli » gio 8 mar 2018, 13:29

ok grazie... un'altra cosa esiste un rapporto altezza-falcata-frequenza o è tutto soggettivo? ossia a un longilineo conviene sfruttare più' la falcata mentre a un brevilineo la frequenza o non importa?

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Re: Cadenza Elite

Messaggio da lucaliffo » gio 8 mar 2018, 16:15

ovviamente, in media, uno alto con arti lunghi ha maggiore ampiezza e minore frequenza. a parità di altri fattori...
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Re: Cadenza Elite

Messaggio da orli » gio 8 mar 2018, 21:27

Lucaliffo scusa se ne approfitto ma vorrei farti un'altra domanda; nel ciclismo e' da anni risaputo che chi ha frequenze di pedalata alte salva la gamba, si può pensare la stessa cosa nella corsa? Se un podista pensa di preparare una maratona dopo un buon risultato sulla mezza deve concentrarsi più sulla frequenza o è indifferente per il risultato finale? Grazie

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Re: Cadenza Elite

Messaggio da lucaliffo » gio 8 mar 2018, 22:00

per me è indifferente e sono contrario alle eccessive fisse su questi aspetti meccanici (nella corsa), a meno che non ci siano situazioni abnormi (tipo uno che negli 800 ha cadenza 160 o tallona).
nella corsa i parametri meccanici sono EFFETTI di cause anatomiche, fisiologiche, di forza e flessibilità, quindi imporsi coscientemente modificazioni degli effetti difficilmente va a buon fine.
io con qualcuno dei miei atleti cerco di agire (sulle cause in primis!) solo se intervengono i seguenti fenomeni:
- meccanica mostruosamente abnorme
- risultati in gara deludenti
- infortuni seri e ripetuti
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Re: Cadenza Elite

Messaggio da orli » ven 9 mar 2018, 7:19

sei stato chiarissimo grazie mille

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Re: Cadenza Elite

Messaggio da Zedemel » ven 9 mar 2018, 8:37

orli ha scritto:
gio 8 mar 2018, 21:27
Lucaliffo scusa se ne approfitto ma vorrei farti un'altra domanda; nel ciclismo e' da anni risaputo che chi ha frequenze di pedalata alte salva la gamba, si può pensare la stessa cosa nella corsa? Se un podista pensa di preparare una maratona dopo un buon risultato sulla mezza deve concentrarsi più sulla frequenza o è indifferente per il risultato finale? Grazie
considera che guardando i campioni, un certo adattamento lo cercano, ma perché in maratona bisogna ottenere il massimo spendendo il minimo. Però senza stravolgimenti.
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Re: Cadenza Elite

Messaggio da chippz » ven 9 mar 2018, 9:22

Io vorrei parlare di un concetto. La cadenza delle braccia. Quanto contribuisce con quella delle gambe?
E' noto che esse giocano un ruolo fondamentale nella corsa e che hanno una relazione direttamente proporzionale con le gambe.

Se è vero però che la cadenza va in funzione alla velocità, cosa succederebbe se ci fosse un modo per tenere la frequenza delle braccia elevata e costante per tutta la gara? Rimarrebbe costante pure la cadenza gambe?
E se nei finali di gara la velocità tende a calare e di conseguenza pure la cadenza, se invece quest'ultima rimanesse costante cosa succederebbe?


Questo è nato qualche giorno fa scoprendo una cosa interessante dell'accelerometro dell'orologio. Può calcolare la cadenza delle braccia anche stando fermi e, cosa interessante, riesce a calcolare pure la velocità (che, stando fermo, questa velocità corrisponde alla velocità delle braccia).
E la differenza tra la rilevazione con la realtà è di circa 10"/km.
Tipo, a 160 mi da una velocità di 5':30"/km circa, a 168 dice 5':10"/km..
Nella realtà invece ovviamente dipende anche dalla falcata, ma sono solo circa 10"/km di differenza.

Quindi:
1) Se si riuscisse a tenere una cadenza delle braccia sempre elevata, nel finale di gara (di quelle lattacide, tipo 400-800, ove i rallentamenti sono inevitabili) semplicemente il rallentamento ci sarebbe ugualmente perché si ridurrebbe la falcata?

2) Se la cadenza braccia-gambe è proporzionale, allenarsi con la cadenza braccia (a secco, anche da fermo), può creare una "riserva meccanica" tale che durante la corsa si riesca ad aumentarla lo stesso?
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Re: Cadenza Elite

Messaggio da Zedemel » ven 9 mar 2018, 10:26

Noto anch'io che in un tratto breve, incrementando il lavoro delle braccia, le gambe rispondono di conseguenza. Però non credo che la cosa funzioni così automaticamente all'aumentare della distanza e della fatica accumulata.
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