Tecnica di allenamento con precondizionamento ischemico

L'allenamento per tutte le altre distanze e la tecnica di corsa
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SimoneChesi
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Tecnica di allenamento con precondizionamento ischemico

Messaggio da SimoneChesi » mar 8 mag 2018, 15:57

Ciao a tutti, sono usciti degli studi che dimostrano che un allenamento con precondizionamento ischemico migliora la performance e la concentrazione di lattato nel sangue durante la corsa, inoltre ridurrebbe la sensazione di fatica per scatti ripetuti.
Per capire di cosa si tratta potete leggere qui:

https://simonechesi.com/2017/12/14/alle ... prilo-ora/

Qualcuno lo conosceva già? Lo avete provato? Quanto è utile ridurre la sensazione di fatica negli scatti ripetuti?

lucaliffo
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Re: Tecnica di allenamento con precondizionamento ischemico

Messaggio da lucaliffo » mer 9 mag 2018, 8:12

storia vecchia...
l'hanno inventato i giapponesi molti decenni fa e mandarono parecchia gente in terapia intensiva.
risbucato in italia qualche anno fa col metodo MSLS per i pesi, sperimentato su lanciatori, triplisti, altisti, ostacolisti top italiani (trost, schembri, cattaneo e altri), risultati a dir poco DISASTROSI.
ma ormai s'erano fregati migliaia di euri con decine di "conferenze"... ma oggi nessuno ricorda il fallimento.

p.s. in generale, non esistono "novità", metodi rivoluzionari, non esistono pasti gratis, non esiste diventare forti tramite scorciatoie meccaniche o tecnologiche. anche se farebbe piacere crederlo.
allenatore, personal trainer

http://ilcorsarotraining.blogspot.com.br/

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SimoneChesi
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Re: Tecnica di allenamento con precondizionamento ischemico

Messaggio da SimoneChesi » mer 9 mag 2018, 12:04

È nuovo nel senso che gli allenamenti che hai citato prevedevano l'esercizio fisico mentre si creava una compressione al muscolo per limitarne l'afflusso di sangue. Negli studi a cui mi riferisco si crea un precondizionamento ischemico, ovvero si fanno delle compressioni mantenute agli arti per limitare l'afflusso ma non eseguendo esercizi. L'esercizio fisico viene svolto solo successivamente. Sono d'accordo sul fatto che non esistono scorciatoie legali (e per me chi utilizza quelle illegali non è da considerarsi uno sportivo) ma bisogna faticare tanto per ottenere un miglioramento, ma non condivido con te che nuove tecnologie o ritrovati non possano essere utili per allenarsi.

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Re: Tecnica di allenamento con precondizionamento ischemico

Messaggio da chippz » mer 9 mag 2018, 15:37

Intervengo io chiedendo una delle mie "chippzate". Al 99% non c'entra una bega, ma sono curiosissimo quando si parla di metodi di allenamento.

Proprio ieri leggevo il mio solito fumetto, che parla di boxe ma mi da sempre molti spunti per usare creatività coi metodi di allenamento (tipo i miei esperimenti sulla tecnica braccia sono partiti leggendo gli allenamenti del protagonista per imparare la tecnica peek-a-boo).
Bene, ieri sul fumetto si parlava appunto di allenarsi in apnea (trattenendo il fiato). O meglio, l'avversario da battere era un pescatore subacqueo ed era in grado di stare sul ring e picchiare trattenendo il respiro. E questo si è trasformato in un vantaggio in termini di resistenza e anche in termini di potenza generata.

Tralasciando il fumetto, poi ho chiesto ad un amico pescatore di apnea a livello professionistico se i suoi allenamenti per l'apnea gli dessero anche dei benefici per la corsa. La risposta è stata:"no" o al massimo acquisisci una migliore consapevolezza della respirazione, o al limite una maggiore velocità di recupero del "fiato" (cosa più utile per prove ripetute, non tanto per un singolo sforzo massimale come la gara).
Non a caso pure la Radcliffe mi pare avesse dei valori di V02max "normali" e poi fece comunque il WR.

Però questa cosa del precondizionamento ischemico non può essere un po simile all'allenarsi trattenendo il fiato (sebbene nel primo caso è una cosa che dall'esterno ti causa la situazione, nel secondo invece sei te che non fai entrare più ossigeno)?
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Re: Tecnica di allenamento con precondizionamento ischemico

Messaggio da Ericradis » mer 9 mag 2018, 16:11

No, Chippz la Radcliff non aveva valori di VO2max normali. Magari non li aveva eccelsi come una mezzofondista. Comunque non è un valore che descrive le caratteristiche polmonari o respiratorie ma metaboliche.
Sul precondizionamento ischemico mi sembra una pratica che confronterei alle tende ipossiche, ovvero un modo per stimolare in modo parafisiologico alcune caratteristiche fisiche.

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Re: Tecnica di allenamento con precondizionamento ischemico

Messaggio da Zedemel » mer 9 mag 2018, 16:39

tra l'altro il Vo2max non è nemmeno così decisivo per la prestazione nella corsa....si certo per essere un campione bisogna averlo sopra la media, ma non necessariamente molto alto.
trattenere il respiro non mi sembra il caso, anzi credo serva proprio allenare la capacità di ossigenare al meglio possibile.
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Re: Tecnica di allenamento con precondizionamento ischemico

Messaggio da chippz » mer 9 mag 2018, 16:49

Sìsì, avevo già letto dell'inutulità dell'allenarsi trattenendo il respiro..
Pensavo solo che allenarsi per l'apnea (che io la considero una tecnica di respirazione, non solo di capacità di non respirare a lungo) potesse essere utile anche per la corsa (in percentuali ridottissime ovviamente, diciamo lo stesso peso che può avere l'alimentazione ad esempio -nessun sedentario diventa un campione alimentandosi bene, ma un campione potrebbe rendere meglio con un'alimentazione corretta-).

E comunque pensavo invece che apnea e questo precondizionamento ischemico fossero due cose simili..
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Re: Tecnica di allenamento con precondizionamento ischemico

Messaggio da Zedemel » mer 9 mag 2018, 19:14

Gli apneisti fanno esercizi per i muscoli respiratori, quelli possono essere buona cosa.
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Re: Tecnica di allenamento con precondizionamento ischemico

Messaggio da SimoneChesi » gio 10 mag 2018, 17:42

E'un pò diverso dal trattenere il respiro perché nel trattenere il respiro il sangue circola liberamente ed arriva ai muscoli normalmente con ossigeno, quello che ci spinge a riprendere fiato non è tanto la diminuzione di ossigeno, ma l'aumento di anidride carbonica. Quindi sto allenando il mio corpo ad innalzare la soglia in cui compare la fame d'aria. È per questo motIvo che gli apneisti allenati rischiano la sincope, sono diventati così bravi che riescono a rimandare lo stimolo o a controllarlo fino al limite.
Inoltre è un precondizionamento, cioè una situazione che creo prima di allenarmi. Non mi sto allenando mentre provoco ischemia.

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Re: Tecnica di allenamento con precondizionamento ischemico

Messaggio da Ericradis » gio 10 mag 2018, 19:53

SimoneChesi ha scritto:
gio 10 mag 2018, 17:42
E'un pò diverso dal trattenere il respiro perché nel trattenere il respiro il sangue circola liberamente ed arriva ai muscoli normalmente con ossigeno, quello che ci spinge a riprendere fiato non è tanto la diminuzione di ossigeno, ma l'aumento di anidride carbonica. Quindi sto allenando il mio corpo ad innalzare la soglia in cui compare la fame d'aria. È per questo motIvo che gli apneisti allenati rischiano la sincope, sono diventati così bravi che riescono a rimandare lo stimolo o a controllarlo fino al limite.
Inoltre è un precondizionamento, cioè una situazione che creo prima di allenarmi. Non mi sto allenando mentre provoco ischemia.
E tecnicamente come si ottiene il blocco dell’afflusso di sangue? Con dei lacci sulle cosce? Per quanto tempo?

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