Miglioramenti reali e fittizi

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Miglioramenti reali e fittizi

Messaggio da Zedemel » gio 2 nov 2017, 8:45

https://www.albanesi.it/arearossa/articoli/061top.htm
prendo spunto dall'articolo, possibile che dopo un paio d'anni fatti con costanza ci sia poco da limare?
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Re: Miglioramenti reali e fittizi

Messaggio da chippz » gio 2 nov 2017, 9:52

Sembra la solita cosa estremizzata-uguale-per-tutti.
Se uno inizia a 50 e passa anni magari in due anni costanti non ha più nulla da migliorare (ma, come dice, anche per via del deallenamento per età).
Uno che inizia ad 11 anni, per quanto si possa allenare con costanza e criterio, dubito che a 13 anni sia già al top di tutta la sua carriera (aggiungerei, sarebbe comodo!). Idem uno che inizia a 18.
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Re: Miglioramenti reali e fittizi

Messaggio da Zedemel » gio 2 nov 2017, 10:38

chippz ha scritto:
gio 2 nov 2017, 9:52
Sembra la solita cosa estremizzata-uguale-per-tutti.
Se uno inizia a 50 e passa anni magari in due anni costanti non ha più nulla da migliorare (ma, come dice, anche per via del deallenamento per età).
Uno che inizia ad 11 anni, per quanto si possa allenare con costanza e criterio, dubito che a 13 anni sia già al top di tutta la sua carriera (aggiungerei, sarebbe comodo!). Idem uno che inizia a 18.
A inizio articolo fa riferimento ad amatori 35-40enni.
Diciamo che il plafonare è abbastanza comune, anche se c'è qualche caso dove i miglioramenti son stati più prolungati.
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Re: Miglioramenti reali e fittizi

Messaggio da spiritolibero » gio 2 nov 2017, 11:36

Si l'avevo letto pure io all'inizio della mia "carriera" podistica. L'articolo va letto unitamente a quest'altro che fa da corollario: https://www.albanesi.it/arearossa/artic ... lioro4.htm

A mio avviso i presupposti logici da cui parte Albanesi sono errati. Generalmente un amatore non sarà mai in grado di arrivare ai propri limiti fisiologici proprio perché è un amatore. :)

Per conoscere il limite ultimo, che poi va rapportato all'attualità dell'età anagrafica e della condizione fisica, l'amatore dovrebbe allenarsi come un "pro". Cioè con un piano ben strutturato e con in media 12 sedute settimanali, se non addirittura 14-16 nei periodi più intensi della preparazione, + cura dell'alimentazione. Quanti amatori si allenano in questo modo? L'1%?
Nemmeno Spuffy che è il più forte di noi del forum si allena così. Ed infatti ha ancora ampi margini di miglioramento.

Poi non è vero che gli allenatori "non possono fare salti di gioia".
Un allenatore capace è in grado di strutturare un piano di allenamento tarato sul singolo atleta, in maniera da farlo rendere al massimo sulla base del numero di sedute settimanali, della condizione fisica e degli obiettivi agonistici. E soprattutto evita all'amatore di commettere degli errori grossolani che potrebbero arrecare danno alla sua salute.
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Re: Miglioramenti reali e fittizi

Messaggio da maarco72 » gio 2 nov 2017, 13:00

Si può sempre migliorare finché non si arriva ad allenarsi e vivere da top.runner per cui per assurdo anche un.tapascione che corre due volte a settimana e fa 1h30....potrebbe fare 1h10.....alla fine spesso le differenze sono date da quanto ci si.allena più che dalle doti(parlo di amatori)..amatori forti che fanno 1h20(in mezza)..trovi quello che si allena 3 volte..come quello che si allena 7volte..ecc..però sulla carta sono forti uguali(senza poi guardare l'età)...se poi come amatore mantieni sempre stesso impegno di.allenamenti e i contorni di vita.per forza arrivi a stazionare su certi tempi..e ritengo che già il.confermarsi sia un.successo

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Re: Miglioramenti reali e fittizi

Messaggio da Zedemel » gio 2 nov 2017, 14:10

@Marco
@Spirito
in linea di massima sono d'accordo, ma forse una delle caratteristiche del top runner è proprio anche quella di potersi allenare di più, cioè oltre al fatto di essere più veloci, il loro fisico gli consente di fare due allenamenti al giorno.
Ultimamente esco più spesso, sono arrivato a fare anche 6 uscite e l'adattamento non è semplice, quindi pur mettendoci 24 ore tra un allenamento e l'altro. Non so se riuscirei a reggere una frequenza ancora maggiore.

Albanesi tra l'altro mette sempre un sacco di premesse/condizioni nei suoi ragionamenti per cui va sempre un po' contestualizzato, per esempio sembra sostenere che fino a 6 allenamenti settimanali i miglioramenti siano comuni un po' per tutti, dai 7 in poi sia un po' più dubbioso, ma allo stesso tempo son così pochi gli amatori che fanno bigiornalieri con una certa costanza, per cui diventa difficile verificarlo.
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Re: Miglioramenti reali e fittizi

Messaggio da maarco72 » gio 2 nov 2017, 18:47

Si si...allenarsi due volte al.giorno sempre non.è detto che sia fattibile per tutti..ma non provando non possiamo saperlo

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Re: Miglioramenti reali e fittizi

Messaggio da lucaliffo » gio 2 nov 2017, 21:36

non capisco dove voglia andare a parare il discorso di albanesi.
a parte il periodo evolutivo fino a 18-19 anni in cui migliori anche non facendo un cazzo, è ovvio che per migliorare bisogna fare qualcosa in più.
diamo per vero che un master dopo 2 anni tende a stallare se fa sempre le stesse cose. potrebbe:
- aumentare i volumi (questo può durare anche vari anni)
- POI aumentare l'intensità, altri 2 anni e stalla
- POI allenarsi meglio
- POI anche variare distanze
- magari in mezzo qualche stagione infortunato (non troppo grave) fa aumentare ulteriormente la durata di tutto il processo

è normale che sia così, ma vale anche per gli elite... non capisco sta distinzione reale-fittizio...
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Re: Miglioramenti reali e fittizi

Messaggio da Zedemel » ven 3 nov 2017, 0:01

lucaliffo ha scritto:
gio 2 nov 2017, 21:36
non capisco dove voglia andare a parare il discorso di albanesi.
a parte il periodo evolutivo fino a 18-19 anni in cui migliori anche non facendo un cazzo, è ovvio che per migliorare bisogna fare qualcosa in più.
diamo per vero che un master dopo 2 anni tende a stallare se fa sempre le stesse cose. potrebbe:
- aumentare i volumi (questo può durare anche vari anni)
- POI aumentare l'intensità, altri 2 anni e stalla
- POI allenarsi meglio
- POI anche variare distanze
- magari in mezzo qualche stagione infortunato (non troppo grave) fa aumentare ulteriormente la durata di tutto il processo

è normale che sia così, ma vale anche per gli elite... non capisco sta distinzione reale-fittizio...
Si inserisce in un discorso di dove può arrivare la singola persona (lui individua pure numerose classi atletiche), uno arriva a fare 6 sedute, in modo professionale (80-90km?), in un paio d'anni raggiunge il top perché le grandezze fisiologiche si sviluppano in quei tempi (si riferisce a questi studi di Saltin). Secondo me Per lui è fittizio ciò che non dipende da come uno si allena, tipo uno sta a stecchetto d'inverno perde 5kg, in primavera va come un fulmine non è stato l'allenamento ma è solo diventato più leggero.
Vorrà parare che è meglio prendere i suoi libri che affidarsi agli allenatori :D (disclaimer: non ho mai avuto nè suoi libri, nè allenatori :) )
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Re: Miglioramenti reali e fittizi

Messaggio da gianmarcocordella » ven 3 nov 2017, 15:50

Premettiamo anche chr i top runner migliorano dopo anni a causa di diverse variabili nell'allenamento
Anche mo farah seguitissimo e preparatissimo ha di che migliorare ancora dopo 15 stagione da professionista sia nei 21 che nella maratona
Io credo che un ragazzo di 24 26 anni gia affermato mezzofondista didi livello nazionale abbia almeno 3 4 anni di miglioramenti davanti anche facenso SEMPRE le stesse preparazioni... il tempo in gara e la conseguenza non solo dell'allenamento ma anchr dell'esperienza della motivazione in una determinata gara e altri tanti fattori

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