Allenamento: la filosofia cardiocentrica

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Zedemel
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Re: Allenamento: la filosofia cardiocentrica

Messaggio da Zedemel » gio 1 dic 2016, 16:06

lucaliffo ha scritto:
Zedemel ha scritto:
lucaliffo ha scritto:beh s'era messo a assolutizzare cose che valgono solo per lui o concetti cuoretici alla moda...
qual'era il problema che ha avuto?
ha avuto un grosso problema cardiaco, mi pare lo sapessi.... o no? :?:

Per cui diventa automatico che per lui sforzo sia sforzo cardiaco. Se dice 140 battiti quello è il suo sforzo, a prescindere da quanto di quei battiti dipenda dall'attività delle gambe, dalla digestione, dalla temperatura, etc.
sì ma non ricordo nello specifico qual'era il problema.
siccome tra moglie e madre sto diventando un primario di cardiologia...
Dal suo diario:

Il 21 agosto 2015 però c'è stato un episodio che fa da spartiacque fra il mio correre "normale" e il mio correre "aerobico".

Durante un tratto che posso definire di riscaldamento mi son sentito male e, per farla breve, sono finito in ospedale per una "tachicardia ventricolare sostenuta" (250 battiti al minuto quantomeno per qualche decina di minuti) che è stata interrotta al PS con cardio inversione praticata con defibrillatore. Sono rimasto ricoverato 2 giorni in terapia intensiva coronarica e poi altri 4 o 5 in reparto facendo tutta una serie di esami più o meno invasivi (coronarografia, ecocardio, risonanza magnetica con liquido di contrasto e compagnia bella) per poi uscire senza una diagnosi certa della cause di quella che è stata individuata come una problematica del ritmo non dovuta a problemi organici (per fortuna non ho trovato nulla a coronarie e arterie), ma di stimolo elettrico.

Da qui è iniziata la ridda delle ipotesi su cosa dovessi fare. Una alla volta tutte le ipotesi più invasive sono state scartate (quindi niente defibrillatore sotto pelle e niente tentativo di ablazione). Non entro più nel particolare tranne non interessi a qualcuno.

Fatto sta che mi sono trovato, dopo due mesi di sosta forzata, a riprendere a fare attività fisica senza alcuna reale certezza su cosa sia davvero "sicuro" (ammesso esista questa possibilità ed è proprio una delle cose che vorrei aiutare a far capire) e cosa possa realmente essere "pericoloso" (anche qui non sembra ci siano risposte univoche, ma sicuramente ci sono vari spunti anche interessanti).

Ho quindi iniziato a "correre aerobico" sotto il monitoraggio del cardiologo e del medico dello sport che già mi seguiva. Ci sono motivazioni più o meno precise per essere arrivati a questa scelta e cercherò di riassumerle un pochino alla volta. La finalità della mia corsa oggi è quindi capire se esista o meno un modo di correre che sia sano, ma anche stimolante e, perché no, con prospettive di risultati anche nelle prestazioni.
1,83mx75kg, 1976, mizuno wave rider e sayonara
PB: 10.000m 41'09" (05/02/17), 21.097m 1h32'21"(19/02/17)

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Re: RE: Re: Allenamento: la filosofia cardiocentrica

Messaggio da Zedemel » gio 1 dic 2016, 16:34

salvassa ha scritto:
Zedemel ha scritto:
Ho letto anch'io qualcosa qua e là, più che altro mi sembra una serie di considerazioni su un mondo dei runner un po' più soft
Mah io non credo. Sul blog di luc trovi qualche sua frase... e anche i reply a quel post erano tutto tranne che circoscritti a chi vuol fare una mezza a 5al km al massimo.

Cioè è arrivato a teorizzare una sorta di "complotto" degli allenatori online (in conflitto di interesse) contro un approccio cardiocentrico come il suo, perché gli farebbero perdere clienti... rendiamoci conto...

E peraltro anche "sto mondo soft" non capisco perché debba vivere ogni allenamento pensando al cardio... proprio perché soft la prenderei più alla leggera andando un po' a cazzo piuttosto (a come ti gira, a sensazione etc) e senza tante pretese di "scientificità" che se anche avessero senso (e non ce l'ha secondo me) lo avrebbero più per i top che per i tapascioni
infatti risposi anch'io e non certo in accordo con lui, ma non credo neanche venga preso a riferimento da gente che già corre a 4' a km.

Il mondo della corsa è molto ampio come domanda e come offerta, per me se uno va a 5' a km è esagerato sia prendere un allenatore che monitorarsi continuamente (a parte un gps giusto per vedere distanza e tempo), e infatti la gente che conosco sui quei livelli la prende su così, ma è poi tutto molto soggettivo.
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Re: RE: Re: RE: Re: Allenamento: la filosofia cardiocentrica

Messaggio da salvassa » gio 1 dic 2016, 16:46

Zedemel ha scritto:
infatti risposi anch'io e non certo in accordo con lui, ma non credo neanche venga preso a riferimento da gente che già corre a 4' a km.
Va beh ma che, come si dice un po' volgarmente a roma, non "se lo inculi nessuno" è un altro discorso...

Parlavo più della sua "opera pedagogica" o di "catechizzatore", non del seguito reale che avesse (quasi nullo, perché correre guardando al cardio sempre è una palla... se non serve nemmeno ad andare molto più veloce è dura da giustificare)...

Ed è per questo che ero felice di una sua minor "presenza". Come sono felice che continui a correre come piace a lui, ci mancherebbe
Sogno di fare 200kg di stacco e correre 10k in 40' entro i 40 anni. Aiutami sul mio diario
PB: 10k 42'07" (Fiumicino 03/12/2017) 21k 1h35'50" (Fregene 11/02/2018) 42k 3h41 (Roma 2018)
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Re: Allenamento: la filosofia cardiocentrica

Messaggio da Bixio68 » gio 1 dic 2016, 19:29

lucaliffo ha scritto:
Zedemel ha scritto:
lucaliffo ha scritto:beh s'era messo a assolutizzare cose che valgono solo per lui o concetti cuoretici alla moda...
qual'era il problema che ha avuto?
ha avuto un grosso problema cardiaco, mi pare lo sapessi.... o no? :?:

Per cui diventa automatico che per lui sforzo sia sforzo cardiaco. Se dice 140 battiti quello è il suo sforzo, a prescindere da quanto di quei battiti dipenda dall'attività delle gambe, dalla digestione, dalla temperatura, etc.
sì ma non ricordo nello specifico qual'era il problema.
siccome tra moglie e madre sto diventando un primario di cardiologia...
Da quello che ho letto, durante una corsa ha avuto una tachicardia molto forte e i battiti non scendevano. Ha avuto la lucidità di chiamare il 118 dal cellulare ed è salvo per i soccorsi tempestivi. Non hanno mai accertato la causa scatenante ma gli concedono di correre entro i 135/140 bpm. Non gli concedono, al momento, certificato di idoneità sportiva.

Una cosa è certa ed è che il suo approccio quotidiano alla corsa tenendo i bpm sotto controllo con recupero al passo lo hanno portato a correre a Fc basse a 5 e spicci al km, insomma ha fatto di necessità virtù.

Poi che ci sia gente che gli chiede consigli e posta i tracciati cardio è un po' come chi va dal cartomante per sapere cosa fare o compra i gratta e vinci per sbarcare il lunario.

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Re: Allenamento: la filosofia cardiocentrica

Messaggio da lucaliffo » gio 1 dic 2016, 19:35

il "gombloddo" per fargli perdere clienti m'era sfuggito
allenatore, personal trainer

http://ilcorsarotraining.blogspot.com.br/

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Re: Allenamento: la filosofia cardiocentrica

Messaggio da Bixio68 » gio 1 dic 2016, 19:42

lucaliffo ha scritto:il "gombloddo" per fargli perdere clienti m'era sfuggito
Boh. Ho letto un po' il suo diario ma poi mi sono dedicato ad altro.

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Re: RE: Re: Allenamento: la filosofia cardiocentrica

Messaggio da salvassa » gio 1 dic 2016, 20:49

lucaliffo ha scritto:il "gombloddo" per fargli perdere clienti m'era sfuggito
No non per fargli perdere i clienti, ma per non perderne come allenatori.

La tesi è, banalizzo e estremizzo: gli allenatori online (e non) spalano letame sull'approccio cardiocentrico perché se si diffondesse perderebbero clienti...

Che è una tesi così idiota che, perdonatemi la battuta, solo un avvocato poteva tirare fuori...

Del resto da uno che ha chiamato "la security" (i mod) perché in un post dove aveva iniziato a pontificare avevo osato dire "basare un allenamento su una fcmax calcolata con 220-età è una ca...ata pazzesca" che ti aspetti?
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Re: Allenamento: la filosofia cardiocentrica

Messaggio da Ericradis » gio 1 dic 2016, 21:09

Io i suoi post ridondanti non sono mai riuscito a finire di leggerli. :blink:

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Re: Allenamento: la filosofia cardiocentrica

Messaggio da maarco72 » gio 1 dic 2016, 22:51

Ha fatto un' ottimo lavoro su se stesso e qui nulla da dire..ma si è ostinato a dire che ciò che faceva lui andava bene a tutti ..che migliorerebbe molto....ecc ecc....non corre a 5',al km a 140battiti....ha fatto del suo metodo(metodo necessario visto ciò che gli è accaduto)un.esempio da,seguire per tutti senza mai accettare un confronto.se dicevi qualcosa di diverso in automatico tirava fuori teoremi e enciclopedie pur di avere ragione.risultato...non lo caga piu nessuno.forse se avesse semplicemente parlato di ciò che faceva per se senza farne una legge sarebbe stato piu utile.nel forum non è certo l'unico che vuole ''insegnare la verità''

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Re: Allenamento: la filosofia cardiocentrica

Messaggio da GioPod » gio 1 dic 2016, 23:18

Io lo seguivo un po', all'inizio, e avevamo scambiato parecchie battute, anche perché per sua stessa ammissione si era un po' ispirato a un mio periodo di allenamento cardiocentrico durante l'estate 2015. Però poi non ho più seguito perché da una parte si era preso "troppo" sul serio, e dall'altra avevo anch'io ridimensionato o meglio rivalutato la portata di quella mia breve esperienza (3 mesi full immersion)

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DEMITOCONDRIZZATO. Se l'alcol fa male ai mitocondri, mi sa che tra i 20 e i 30 anni ne ho fatto una strage :ubriaco: :egyptian:

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