E i libri?

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lucaliffo
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Re: E i libri?

Messaggio da lucaliffo » mer 4 apr 2018, 15:44

lessi sia il saggio di baigent che il romanzo di manfredi (che mi piacque molto).
eccellente poi il film "excalibur" di boorman.
ma a me non interessa tanto la verità storica quanto il significato MITICO-SIMBOLICO e quindi antropologico-psicoanalitico.
è un po' come le fiabe, hansel e gretel non sono mai esistiti ma le fiabe ci dicono molto su costumi, ideologie e strutture sociali che la storia non riesce a ricostruire adeguatamente (a proposito di fiabe consiglio "le radici storiche dei racconti di magia", un bel mattone di vladimir propp, l'antropologo di stalin :) )

io interpreto tutto sulla base dell'antropologia strutturale (e usando l'interpretazione simbolica della psicoanalisi) in termini di lotta tra un sistema patrilineare e uno matrilineare, il primo arcaico-naturale-prosessuale, il secondo moderno-culturale-antisessuale. ecco il finale del mio saggio in cui enuncio la mia rivoluzionaria interpretazione secondo la quale i "buoni" sono morgana e mordred e artù e l'"usurpatore":


La leggenda è un vero "mito", creazione spontanea dell'inconscio (che naturalmente risente ed è espressione della situazione sociale del luogo e del tempo), non impone chiaramente una "morale" definita, o meglio la morale patriarcale è in formazione, è ancora bambina e ingenua: siamo nel V sec.dc., l'Inghilterra è stata appena civilizzata, la cristianizzazione è ai primordi, Artù è ancora il "re-orso" (denominazione dell'animale totemico del clan matrilineare).
La cosa che mi sconvolse fin da bambino è come mai Artù non uccida Ginevra alla scoperta delle corna!
Levi-Strauss diceva giustamente che la vera struttura della società è la struttura della parentela... ma questa è stabilita dalle regole sessuali, ed evidentemente siamo in un mondo in cui è normale per un re cornificato non uccidere la moglie! Ti pare poco?
Ai fini delle regole strutturali è più importante la prima parte del film.
Uther... che nome!
Uther Pendragon (col blasone del drago a 5 teste, altro totem... tra l'altro Uther è sempre stato il mio eroe, altro che quelle pappemolli di Artù e Lancillotto!) è fissato che per acquisire la linea dinastica deve fare un figlio con la moglie del suo nemico. Perchè? Non basterebbe batterlo militarmente? No, non basta, perchè SIAMO IN AMBIENTE MATRILINEARE! Non è il suo nemico ma la moglie a detenere il "Sangue Reale".I germogli "patrix" della leggenda ci dipingono Uther come "cattivello" proprio perchè ancora sottostà alla regola "matrix". La regola "matrix" pura vorrebbe che la linea dinastica passasse di donna in donna e che quindi l'erede fosse Morgana, ed il fatto che Uther per primo volesse sponsorizzarne il passaggio al figlio maschio Artù impedisce che Uther venga dipinto come "cattivone" da parte dell’ideologia patrix.
Artù riesce a diventare re in base a un meccanismo ufficialmente "patrix" (la forza di estrarre la spada dalla roccia, spada=pene, roccia=terra-femmina, significa che è adatto al potere chi rinuncia all'istinto sessuale), ma guarda caso diviene re proprio lui che ha sangue reale "matrix".
Comunque l'erede più pura della linea matrix, Morgana, non vede altro modo per riportare verso di sè la linea dinastica che ha subito un primo spostamento verso il patrix, che facendo un figlio col fratello usurpatore: nasce Mordred, che riunisce le due linee (è la stessa soluzione adottata nell'antico Egitto per evitare la lotta matrix-patrix: l'incesto tra fratelli PER LINEA MATERNA). Mordred sarebbe il Super Re!
Nella psicologia matrix, di cui è imbevuta la vicenda, Morgana è matrix al 100%, Artù al 50%, Mordred al 75%. Fallisce il tentativo di un ulteriore spostamento verso il patrix tramite un figlio (che non viene) di Artù e Ginevra che sarebbe matrix solo al 25%.
Lo stato di confusione strutturale tra matrix e patrix è simboleggiato dalla ricerca del Santo Graal (il "Sang Real" come dice il buon Dan Brown che non a caso ha subito tanti attacchi).
La vicenda si chiude con la Dama del Lago che si porta via la Spada (il simbolo del potere patrix): vuol dire che ancora è presto per la vittoria definitiva del sistema patrix. E io aggiungerei: questa vittoria definitiva non avverà mai.
Quindi vediamo una bellissima e fondamentale rappresentazione dello stato psicologico e sociologico di un luogo e un'epoca in cui si comincia a tentare il passaggio da un sistema all'altro. Nel nord Europa ciò è avvenuto tra il 500 e il 1000 d.c., nel Mediterraneo tra il 1000 e il 500 a.c., in Brasile sta avvenendo adesso.
Tutta la storia dell'antico testamento è una cronaca di questa lotta, iniziata da un tal "Abramo" verso il 1600 a.c., una lotta che in epoca romana ancora non era conclusa, tanto che Gesù nasce in situazione tipicamente matrix (non è chiaro chi sia il padre biologico o non importa o nenche si conosce il concetto di paternità biologica).
Tutte le storie condite con "figli che crescono con padri putativi" (Artù, Edipo, Sargon, Buddha, Gesù, Mosè... come le attuali telenovelas brasiliane in cui una donna sposata con X fa un figlio con Y ma tutti credono che sia figlio di X e la cosa appare moralmente accettabile) sono indici di una situazione psicosociale ancora intrisa di elementi matrix.
allenatore, personal trainer

http://ilcorsarotraining.blogspot.com.br/

mb70
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Re: E i libri?

Messaggio da mb70 » sab 14 apr 2018, 16:16

Periodo così, nuovo, diverso.
Ho rotto LCA e il mio 2018 lo passerò a recuperare. Sicuramente ho più tempo per leggere e fare molte cose che stavano lì ferme anche da anni.
Leggo poco o meglio leggo poco perché il mio lavoro mi costringe ad un'ossessiva lettura tecnica. Come una cozza, filtro di continuo avidamente le poche informazioni traendole da un mare di dati.
A fine giornata c'è poco tempo e poca voglia di leggere. Ma ora si può fare. (Sto lavorando lo stesso eh)
Sono un curioso, più trovo campi inesplorati, più ne sono attratto. Invece mi sento poco attratto dalla letteratura, o meglio, non riesco ad abbandonarmi all'esplorazione di autori e punti di vista. A meno che non si tratta di narrativa di viaggio, quella mi piace.

Ho appena finito di leggere Aroon Beck "terapia cognitivo comportamentale " manuale per il terapeuta. La prima parte è interessante perché spiega la teoria su cui è sviluppata la terapia. Interessanti i "pensieri automatici" che provocano emozioni a cui seguono comportamenti. Dopo lo sviluppo della terapia è semplice metodologia.

A breve ri-inizierò un "Molosso" "Godel, Escher e Bach, un'eterna ghirlanda brillante ", fermo lì da 5/6 anni dopo altrettanti inizi.

A proposito di letteratura riprenderò il corso di Saper scrivere scritto da Baricco / scuola Holden. Non che voglia scrivere, ma saper scrivere significa poi saper leggere e apprezzare gli stili e le tecniche che arricchiscono quello che può restare dopo aver letto.
Intanto leggo con calma le vostre recensioni e sicuramente ne sceglierò qualcuna.

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