tecnica nella corsa

L'allenamento per tutte le altre distanze e la tecnica di corsa
NicolaRossi1
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Re: tecnica nella corsa

Messaggio da NicolaRossi1 » dom 2 set 2018, 1:39

Provo a dare una risposta che sia utile. Devo dire che sto studiando questo argomento con molto interesse negli ultimi mesi. Cerco di dare una risposta quanto più scientifica possibile.

Dunque il farsi le fisme e pensare che "se corro male allora certamente subirò un infortunio" è sempre un pensiero SBAGLIATO, perchè altrimenti non si giustificherebbero la marea di persone che corrono "male" e stanno bene.

Ma perchè ci sono persone che corrono male, ma stanno bene e viceversa?

Semplice: il corpo è fatto per adattarsi a qualunque stimolo. Se lo stimolo è dosato bene il corpo riesce ad adattarsi, altrimenti soccombe (infortunio).
In Italia, noi cultori della pulizia tecnica, abbiamo sicuramente gli stessi, se non di più, infortunati rispetto a paesi che puntano più sul Kilometraggio e volume (Usa in primis...).

La tecnica inizia a diventare importante, in un corridore in endurance, quando si subisce un infortunio, ma bisogna evitare che ci sia una tecnica "migliore" di un'altra, semplicemente un modo di correre carica di più una certa parte del corpo, mentre un altro modo di correre caricherà un altra certa parte. Vi faccio un esempio:
- Un corridore che appoggia di retropiede (rearfoot striker - RFS) fa assorbire più "shock" al ginocchio e alla tibia, mentre uno che appoggio di avanpiede (front foot striker - FFS), va a sovraccaricare più il comparto posteriore (polpaccio e tendine d'Achille). Quindi in una persona che, mettiamo il caso, soffrisse di dolore alla bandelletta cronico, si potrebbe valutare un graduale passaggio ad un FFS proprio perchè fa assorbire le forze ad altri distretti corporei. Questo passaggio è più facile che avvenga con una scarpa minimalista o barefoot piuttosto che con una scarpa bella tozza (il barefoot è più predisposto a correre di avanpiede).

Capitolo dolore:

Il dolore è un'esperienza multifattoriale e NON misura quasi mai il grado di danno fisico, ma più spesso è un segnale che ci manda il corpo per segnalare un evento che il nostro cervello ritiene pericoloso.
La storia che racconta Adele, cioè il fatto di pre-allarmarsi quando vede certe frequenze di corsa ecc..ecc è un atteggiamento distruttivo proprio perchè il cervello emette il segnale dolore quando si trova di fronte ad una situazione di PERICOLO PERCEPITO. Tuttavia il cervello, soprattutto in chi ha avuto già infortuni è spesso ALLARMATO e quindi invia segnali di pericolo anche quando il pericolo non c'è. Ecco 2 esempi per capire meglio:

- In chi ha mal di schiena cronico il solo pensare di raccogliere un oggetto da terra fa si che il cervello emetta un segnale di dolore ancor prima di piegarsi perchè il cervello ritiene il piegarsi un'azione pericolosa quando invece non lo è. (La schiena è fatta per piegarsi e sollevare pesi, ricordate!).

- In chi corre tendenzialmente si assiste ad un aumento degli acciacchi nelle 2 settimane prima della gara importante. Perchè? Semplicemente perchè il cervello ritiene, dato che la gara clou è alle porte, di dover dare più importanza ai vari stimoli (perchè il PERICOLO PERCEPITO AUMENTA) che sente e quindi a parità di danno fisico la sensazione di dolore sarà sicuramente amplificato.

Capitolo Massimalismo/Minimalismo:

Ad oggi non ci sono sufficienti evidenze che dimostrino che chi è un RFS si infortunia di più quindi dobbiamo stare sereni.

Anche perchè sono state verificate le seguenti informazioni:

- Circa il 70% delle persone che corrono scalzi appoggia comunque il tallone (taaaccc...beccati!)
- Circa il 30% dei RFS sembra in realtà che il picco di massimo carico ce lo abbia sul medio piede (midfoot loaders) e questo perchè sembra che in realtà non importi COME il piede impatti terra, ma sembra più importante dove sta il nostro baricentro quando il piede tocca terra.
Quindi verrebbe quasi da dividere i runners piuttosto che in FFS e RFS in altre due categorie: chi appoggia quasi sotto le anche e chi appoggi a lontano.
- Tendenzialmente chi appoggia vicino alle anche ottiene prestazioni migliori di chi appoggia lontano (overstride), ma qui la questione è difficile: è nato prima l'uovo o la gallina? Chi appoggia sotto è più forte perchè appoggia sotto o siccome è forte allora appoggia sotto? Questione complessa a cui non è stata ancora data una risposta.

Take Home Messages:

- Il corpo ha capacità di adattamento importanti, quindi se doso lo stimolo sarò in grado anche di correre con una tecnica sbagliatissima.
- Sicuramente è meglio appoggiare sotto le anche, ma non ci dobbiamo fare troppe fisme su tallone, punte, unghie ecc..ecc
- Il segnale che noi chiamiamo dolore è solo un messaggio di output che il cervello manda dopo aver elaborato n°mila informazioni.
- I drill non hanno NESSUN effetto sul cambio di tecnica di corsa.

Spero di essermi spiegato bene.

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Re: tecnica nella corsa

Messaggio da AdeleSkywalker » dom 2 set 2018, 6:12

@NicolaRossi1 non potevi spiegarti meglio!! Grazie!
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Re: tecnica nella corsa

Messaggio da chippz » dom 2 set 2018, 9:31

I drills non hanno nessun effetto sul cambio di tecnica.... me la puoi spiegare?

Hai invece info riguardo la lunghezza dei piedi? Piedi più lunghi comportano ad una tecnica peggiore.. ma poi c'é Bolt..
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Re: tecnica nella corsa

Messaggio da salvassa » dom 2 set 2018, 9:35

Bella risposta @NicolaRossi1

La questione dell'overstride nei forti secondo me dipende dalla cadenza... È difficile andare in overstride con cadenze alte. E tutti i top di endurance viaggiano comunque intorno ai 200

Infatti in video o foto di corsa lenta è più facile beccarli in overstride.

Poi ovviamente ci sono le eccezioni. Qui in foto Camille una amatore abbastanza forte di Roma (35 e spiccioli sui 10) che qua nel tentare di superare l'avversaria usa quello che può avendo leve lunghe

Immagine
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Re: tecnica nella corsa

Messaggio da lucaliffo » dom 2 set 2018, 11:14

ho studiato la questione per anni, poi non c'ho insistito sul blog perchè i minimalisti si sono autoeliminati... :joint:
concordo all'85% con nicola. ho dubbi su 2 punti:
- la questione appoggio sotto, NESSUNO appoggia sotto, perfino bolt in appoggio ha un'inclinazione di 7 gradi, mezzoondisti e fondisti di più
- che i drills non abbiano nessun effetto meccanico
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Re: tecnica nella corsa

Messaggio da NicolaRossi1 » dom 2 set 2018, 11:42

Non riesco a reperire vari studi, ma affermare che:" Fare, esempio, la calciata sotto migliora la tecnica di corsa" è sbagliato. C'è più di uno studio che lo dimostra.

Ma...

Come allenatore ti posso dire che chi esegue meglio i drills sono anche quelli che corrono meglio, ma proprio perché hanno una coordinazione miglore.

Diverso è il discorso sul miglioramento meccanico perché alla fine i drills sono quasi tutti esercizi Pliometici e quindi ci sta.

Si è vero nessuno appoggia sotto perché altrimenti non riesci ad avere un momento per immagazzinare energia elastica, quindi quelli bravi ad appoggiare sotto in realtà sono quelli bravi ad appoggiare un pelo più verticalmente al baricentro che quelli che fanno overstride

Anche io ho l'impressione che chi ha i piedi lunghi corra peggio. Di solito corrono seduti.

Sulla questione overstride è vero, ci sono eccezioni anche negli elite elite (tipo c'è il 1500ista Keniano che non mi ricordo come si chiama). Quindi a mio avviso è vero che concerebbe correre bene, ma in Italia dove sostituiamo i Km con sedute di tecnica (che poi avete mai visto uno migliorare alla tecnica in modo concreto? Io ho pochissimi esempi...) non stiamo capendo una ceppa.

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Re: tecnica nella corsa

Messaggio da Zedemel » dom 2 set 2018, 12:15

NicolaRossi1 ha scritto:
dom 2 set 2018, 11:42
Sulla questione overstride è vero, ci sono eccezioni anche negli elite elite (tipo c'è il 1500ista Keniano che non mi ricordo come si chiama). Quindi a mio avviso è vero che concerebbe correre bene, ma in Italia dove sostituiamo i Km con sedute di tecnica (che poi avete mai visto uno migliorare alla tecnica in modo concreto? Io ho pochissimi esempi...) non stiamo capendo una ceppa.
Concordo, anche perché… esiste una quantificazione di quanto questa cura della tecnica incida sul cronometro?
Parliamo magari di decimi di secondo al km (forse), quando invece il lavoro muscolare/tendineo/metabolico può far migliorare molti secondi al km?
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Re: tecnica nella corsa

Messaggio da Febax » dom 2 set 2018, 12:27

NicolaRossi1 ha scritto:
dom 2 set 2018, 1:39
I drill non hanno NESSUN effetto sul cambio di tecnica di corsa.
Anche Magness riguardo i drills scrisse questo: "the drill has very little actual transfer to the actual running. For this reason, drills are not as useful for improving mechanics because they do not replicate the running form biomechanically, neurally, or musle recruitment wise. Instead, running form should be worked on when actually running"

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Re: tecnica nella corsa

Messaggio da Ericradis » dom 2 set 2018, 12:51

Ottima lectio magistralis! Non so se i drills migliorino la corsa, di sicuro la migliorano gli sprint in salita. Vero?

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Re: tecnica nella corsa

Messaggio da lucaliffo » dom 2 set 2018, 15:01

per me tecnica e meccanica sono sinonimi, se no che vuol dire "tecnica di corsa"? una cosa estetica?
presentai sto studio, i drills i parametri meccanici li cambiavano eccome, però poi non fu rilevato effetto sulle prestazioni. ma era uno studio molto limitato, a detta degli stessi autori:
http://ilcorsarotraining.blogspot.com/2 ... tante.html

ho avuto esperienze (ad esempio il famoso paolo maggio) di gente che in un anno e mezzo cambiò radicalmente tecnica/meccanica e con effetti eccellenti sulla prestazione (da 2'13 a 2'05 sugli 800, 2'05 fatto con un dito lussato se no valeva 2'01). miglioramenti ovviamente non dovuti solo ai drills o ad altri interventi meccanici, ma credo impossibili senza questi, visto che correva seduto e tallonato peggio di chippz pure quando faceva un 100m.

per me il drill, oltre a essere una forma di plio e di stretch dinamico, ha il fine meccanico di ISOLARE un certo movimento che si reputa utile/migliorabile ed enfatizzarlo al fine di creare una sorta di "riserva meccanica". per alcuni ciò può avere un transfer inconscio nella corsa, per alcuni questo può portare a un miglioramento anche nella prestazione.
del resto i ginnasti o i saltatori non fanno esercizi "parziali" nei quali studiano solo un dettaglio del gesto di gara? non mi pare che si allenino solo con salti completi o l'esercizio completo agli anelli.
allenatore, personal trainer

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