Ricordi sbiaditi

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L'Appiedato
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Ricordi sbiaditi

Messaggio da L'Appiedato » dom 22 apr 2018, 15:47

Oggi si corre la Liegi-Bastogne-Liegi.
Io la corsi da under 23, 170km (rispetto alla corsa dei professionisti rimaneva la parte più difficile, quella da Bastogne a Liegi, quella delle côte).
Di quella giornata ricordo poco, e quel poco é pure confuso. Non so, una cosa strana, un oblio immediato, causato da un eccesso di stanchezza ed emozioni.
Ricordo che alla partenza gli appassionati venivano da noi a chiederci firme che avrebbero conservato in albi apppositi...Le chiedevano a noi che non contavamo un cazzo, le chiedevano nella speranza che qualcuno tra noi un giorno si fosse rivelato un campione...speranze disilluse, tempo perso; andate da altre squadre!
Ricordo che quel giorno feci una fatica terribile, fin da subito; il livello era molto alto, c'erano alcune nazionali e alcune squadre professionistiche minori, c'era il futuro del ciclismo ed io ero un abusivo tra di loro.
Ricordo questo gruppo allungatissimo, non ne vedevo la testa. Ma chi c'é la davanti? Lo seppi solo all'arrivo, tale Navardauskas, anni dopo vincerá anche al giro d'Italia.
Ricordo che in salita spesso mi staccavo e che rientravo in discesa in mezzo alle ammiraglie. Sempre a tutta, mi riaccodavo e cominciava una nuova salita. Un altro giro di giostra.
Ricordo che non volevo mollare e non lo feci. Sulla côte de la Rosiere il gruppo esplode. In tanti vanno a fondo, io galleggio ma alla deriva. Quanti ce ne sono davanti? Bho, non lo so, mi basta non uscire di gara, mi basta rimanere con qualcuno. Cioé, non é che mi basti, é il massimo a cui posso ambire. Non voglio ritiarmi e salire sul camion scopa!
Ricordo che alla fine al velodromo di Liegi riuscii ad arrivare, circondato da un madipolo di belgi, francesi e danesi. Della mia squadra arrivammo solo in 2.
Terminai il giro nel velodromo piú per orgoglio che altro, la gara, quella vera, era giá finita da un po'; d'altra parte io un corridore vero non lo ero.
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Re: Ricordi sbiaditi

Messaggio da chippz » dom 22 apr 2018, 17:46

Bel racconto! Chissà anche quante belle emozioni!
Ma quanto ti allenavi da under23?
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Re: Ricordi sbiaditi

Messaggio da Zedemel » dom 22 apr 2018, 19:35

Già finirle certe gare significa essere atleti eccome!
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Re: Ricordi sbiaditi

Messaggio da orli » dom 22 apr 2018, 20:00

Appiedato gran bei ricordi e grande soddisfazione finirla

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Re: Ricordi sbiaditi

Messaggio da L'Appiedato » dom 22 apr 2018, 20:26

chippz ha scritto:
dom 22 apr 2018, 17:46
Bel racconto! Chissà anche quante belle emozioni!
Ma quanto ti allenavi da under23?
Ciao @chippz sí, è stata una bella esperienza ma anche difficile. Non é un ambiente facile. Ti portato alle gare con il pulmino, ti scaricano, ti fai 4 ore di fatica e stress e magari arrivi che stanno giá sbaraccando tutto; il vincitore é già stato premiato e il pulmino della sua squadra ha giá il motore acceso per raggiungere la gara del giorno dopo. Insomma, la poesia spesso non c'é.
Credo facessi sui 25.000km all'anno. In tanti facevano solo i corridori, io ero studente fuori sede, giá per fare quelli facevo i salti mortali.
Si gareggiava tanto, troppo, io mi finivo mentalmente. Da marzo ad ottobre, tutte le domeniche, spesso sabato e domenica; d'estate anche infrasettimana, al martedí. Io ero contento quando finivo le gare (cosa non scontata) perché questo mi permetteva di svolgere giá un ottimo allenamento e la settimana successiva diventava in parte di scarico il che mi faceva risparmiare tempo.
Rarissime le gare che finivano sotto i 40 di media, solo le piú dure; la gara più veloce che feci fu nell'autodromo di Monza, 140 km a 46km/h di media, la piú lunga fu la Milano-Rapallo, 202km. Piccolo aneddoto triste su quella gara: scattai sul passo della Scoffera, raggiunto dal gruppo, il "capitano" della squadra che stava tirando mi prese a male parole, gli risposi di non rompermi i coglioni che tanto fra un mese avrei smesso...infatti smisi poche settimane dopo, invece ora lui ha smesso per sempre con qualsiasi sport perché pluri-squalificato per doping.
Ultima modifica di L'Appiedato il dom 22 apr 2018, 20:45, modificato 1 volta in totale.
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Re: Ricordi sbiaditi

Messaggio da spiritolibero » dom 22 apr 2018, 20:37

Che storie...
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Re: Ricordi sbiaditi

Messaggio da chippz » dom 22 apr 2018, 21:56

Per me è ancora più duro dell'atletica o del nuoto. E' come preparare un'ultra ogni settimana.
Però affascina, anche se secondo me stufa di più della corsa. Cioè, con la corsa faccio sempre gli stessi percorsi, la pista è sempre quella, ecc.. in bici invece hai più percorsi da fare, ma dopo che li hai provati tutti e ti accorgi che per scoprirne di nuovi devi fare ancora più km ti stufi.

Almeno, io mi sono stufato di fare gli stessi giri quando andavo anche in bici (ma a livello amatore). Però mi ricordo la mia uscita più lunga in assoluto, 70 km, allungato così tanto solo perché ho voluto seguire un gruppo di ciclisti trovato per strada seguendoli senza ragionare sulla strada che stavo facendo. Poi quando decisi di tornare indietro mi accorsi di non sapere dove cavolo mi trovassi e non avevo dietro nemmeno il cellulare. Ed ero ad una 40ina di km da casa.
Grazie al cielo il gps che usavo aveva la funzione:"mostra percorso a ritroso" che fungeva da una specie di navigatore.. superate le due ore totali pedalavo con una fatica allucinante perché non mi ero rifornito e non avevo dietro niente da mangiare.

E' stato bello, ma penso che non rifarei da solo un'avventura simile. Al massimo un giro in cui so calibrarmi le energie e so la strada.
Ironia della sorte, arrivato a 5 km da casa, il gps si spense del tutto esausto (in fondo non era progettato per fare il navigatore!) cancellando il tracciato di quell'uscita. :blink:
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Re: Ricordi sbiaditi

Messaggio da L'Appiedato » dom 22 apr 2018, 23:14

No chippz, piú duro non direi, é diverso.
L'allenamento nell'atletica per me è molto piú brutale fisicamente e mentalmente. Sei sempre molto impegnato e molto spesso ti confronti con i conti con i tuoi limiti. Al contrario una gara di atletica la trovo molto meno stressante; cioé il massimo che ti puó capitare è saltare, invece in bici c'é sempre il rischio di farsi male.
Io mi stufo molto di piú a correre, alla fine le strade che posso fare sono sempre le solite 3/4, in bici spazi molto di più, il panorama attorno a te cambia molto di più e dato che sei anche mediamente meno impegnato te lo riesci pure a godere (certo in gara godi poco del panorama)
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Re: Ricordi sbiaditi

Messaggio da zivago » lun 23 apr 2018, 6:33

Ciao L'Appiedato,
anch'io, da giovanotto, ho praticato il ciclismo. Non ho mai gareggiato, come te, con i professionisti: partecipavo soltanto a locali e amatoriali tornei ciclistici equivalenti, nel merito atletico, alle tapasciate podistiche.
Mi sono dunque immedesimato nel tuo racconto. Neppure io ho memoria precisa delle mie gare: sono passati quarant'anni e di nessuna saprei farne la cronaca. Mi rimane però vivo il ricordo delle fatiche patite su salite che sembravano interminabili; della smania di arrivare, se non primo, in posizione onorevole e in condizioni decenti; dell'ansia da prestazione per non finire mortificato nell'autostima o sfigurare con i compagni.
Nel leggerti mi pareva di riascoltare in sottofondo, come in certe scene da film, quella che io considero la più bella canzona sulla fatica del ciclista…
♫♫♫
Un omino con le ruote (pedala, pedala, ...)
contro tutto il mondo,
Un omino con le ruote
contro l'Izoard;
e va su ancora
e va su...

Viene su dalla fatica
e dalle strade bianche
La fatica muta e bianca
che non cambia mai.
E va su ancora
E va su...
♫♫♫

Coppi – Gino Paoli 1985
https://www.youtube.com/watch?v=58aB36oeafI

P.S. So che anche a te piace leggere; dunque, sul ciclismo, ti consiglio un libro che io ho trovato bellissimo:
“COPPI E IL DIAVOLO” - Gianni Brera – Ed. Baldini Castoldi – pag. 160.
È una biografia del “campionissimo” scritta da un pari campione del giornalismo sportivo. Non è un arido resoconto sportivo. Insieme ai racconti delle straordinarie imprese ciclistiche del nostro Fausto ci sono interessanti considerazioni sul carattere di quell'uomo; sulle sue vicende umane e sentimentali; sull'Italia di quel tempo; su com'era l'ambiente sportivo; sul costume e la politica di quell'epoca.

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Re: Ricordi sbiaditi

Messaggio da Zedemel » lun 23 apr 2018, 9:26

L'Appiedato ha scritto:
dom 22 apr 2018, 23:14
No chippz, piú duro non direi, é diverso.
L'allenamento nell'atletica per me è molto piú brutale fisicamente e mentalmente. Sei sempre molto impegnato e molto spesso ti confronti con i conti con i tuoi limiti. Al contrario una gara di atletica la trovo molto meno stressante; cioé il massimo che ti puó capitare è saltare, invece in bici c'é sempre il rischio di farsi male.
Io mi stufo molto di piú a correre, alla fine le strade che posso fare sono sempre le solite 3/4, in bici spazi molto di più, il panorama attorno a te cambia molto di più e dato che sei anche mediamente meno impegnato te lo riesci pure a godere (certo in gara godi poco del panorama)
confermo che l'allenamento di corsa è molto più impattante, non so se dipenda anche dal peso o dagli anni di esperienza, ma anche solo un lento di corsa mi stanca di più di un lento in bici, forse però è più una stanchezza meccanica che metabolica.
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PB: 10.000m 41'09" (05/02/17), 21.097m 1h32'21"(19/02/17)

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