scusa, forse avevo capito male io il tuo commento.L'Appiedato ha scritto: lun 1 mag 2017, 22:03No, non ti seguo. Non mi pare di aver scritto ció. O solo scritto che a quei due aspetti della persona veniva data pari dignità. Mens sana in corpore sano. A differenza di quanto avveniva nel medioevo con la storia della mortificazione della carne. Questo a livello culturale. Poi é ovvio che piú una società è basata sul lavoro fisico e piú avranno corpi forti. Ma questo per necessitá e non per scelta. A Mia mamma, in montagna, a 7 anni gli misero in mano un rastrello, su e giù per i campi. A 14 anni faceva lavori che io non riuscirei a fare nemmeno per mezza giornata. Ma non esisteva alcuna cultura sportiva. Al tempo delle scuole medie gli chiesero di prendere parte al campionato provinciale studentesco perché correva forte ma lei non andó perché si vergognava perché non aveva nemmeno una tuta o scarpe adatte. D'altra parte i miei nonni non fecero una piega. Le priorità erano altre tipo andare a mungere le vacchelucaliffo ha scritto: lun 1 mag 2017, 20:38però non mi pare che a sparta o in macedonia i giovani ricevessero lo stesso training di quelli odierni... cioè 10 ore al giorno al pc o chini sui libri non lo vedo molto "fisico".L'Appiedato ha scritto: lun 1 mag 2017, 18:00 Io penso che non abbia senso la netta distinzione tra corpo, mente e spirito. Siamo un tutt'uno e ogni parte contribuisce e determina il tutto. Guarda a caso nella Grecia classica si attribuiva pari dignità a corpo e mente e mi pare che quei greci abbiano contribuito un pochino al progresso dell'umanità.
se un training è più fisico o psichico lo definisce la produttività dei risultati.
ok che si può discutere sulla definizione... anche un salto mortale necessita di una parte psichica, ma credo in piccola %.
"fisico"... "psichico"... il linguaggio dà le definizioni e io mi ci attengo.
ma la mia risposta significava che se oggi la parte fisica viene bistrattata il risultato è uno squilibrio fisico-psichico a favore del secondo elemento, e più c'è squilibrio e più risalta una "netta distinzione", nei fatti, nei risultati.
cioè, anticamente era 50-50... oggi allenano un elemento più dell'altro e viene fuori 80-20, ovvero una "netta distinzione".
e se la società produce sta netta distinzione vuol dire che in qualche modo per lei ha senso.
non dimentichiamo che l'educazione, la scuola, lo sviluppo della parte psichica servono anche a produrre individui calmi, civilizzati, poco propensi alla protesta e alla lotta, rispettosi delle regole, dagli istinti sopiti e incanalati.




