non mi pare .L'Appiedato ha scritto: gio 2 ago 2018, 12:17Ericradis ha scritto: gio 2 ago 2018, 10:39
Non mi vede d’accordo questa affermazione. Per certi delinquenti comuni e certi reati in particolare si sono trovate giustificazioni eccome.No, questo non è corretto.maxmagnus ha scritto: gio 2 ago 2018, 10:44
il tuo amico filosofo non ha mai sentito nessuno giustificare un atto criminale perché chi l'ha commesso era povero, disadattato, oppresso in un qualunque aspetto, modo o forma? Mai nella storia né oggi?
Sul fondo: il problema é quindi non giustificare l’aggressione – razzista o meno- o condannare l’aggressione in modo diverso perché razzista?
Diciamo che sì, in certi ambienti intellettuali vi era una visione romantica del delinquente.
Era una visione che aveva come presupposto l’identificazione della società moderna con un ordine oppressivo. Da qui derivava una certa fascinazione per l’outsider, per i personaggi liminali, perché venivano visti come elementi sovversivi di quella società oppressiva.
Ma questa è una visione che appartiene al passato, ora non è più presente.
E, se è vero che si identificano attenuanti, giustificazioni per certi delitti, è pure vero che la condanna e la punizione non è mai stata in discussione.
Il furto non è mai stato riconosciuto legittimo e permesso, mai, in ogni caso! (eccetto che nella foresta di Sherwood)
Al contrario nel secolo scorso sono esistite realtà che per anni hanno propugnato, e messo in pratica, la persecuzione razziale considerandola cosa assolutamente legittima.
C’è una grossa differenza,
la visione della società come oppressiva c'é anche adesso, basta seguire un minimo l'attualità per accorgersene, comunque non ho parlato d'assoluzione, ma di giustificazione.
In concreto, dare pene diverse per lo stesso crimine sulla base della razza ( o il sesso, religione l'inclinazione politica ecc...) di chi lo commette o di chi lo subisce, ad esempio con pene diverse, per te é giusto o sbagliato?

